La Lidl toglie le croci alle chiese

Per non urtare la sensibilità religiosa di clienti di fede non cristiana, Lidl, marchio della grande distribuzione, ha tolto le croci dalle foto in bianco e nero delle chiese di Dolceacqua (Imperia) che aveva scelto per un poster sistemato alle casse del punto vendita di Camporosso. L’iniziativa ha fatto arrabbiare il sindaco che ha scritto all’azienda chiedendo di cambiare le immagini con quelle originali. La società si difende dicendo che si è trattato di una svista, non di strategia di marketing, ma il mondo politico insorge: la Lega Nord parla di metodo vergognoso e Giorgia Meloni (FdI) invita a boicottare i negozi della catena tedesca. A sparire, nella foto, sono state le croci sulla facciata e sul campanile della chiesa di Sant’Antonio Abate. “Se non le volete piuttosto mettete il castello Doria” dice il sindaco Fulvio Gazzola. “Loro dicono che è una campagna nazionale ed europea quella di togliere i segni religiosi - spiega Gazzola - Sono liberi di fare come vogliono, ma non rovinino le foto”. “Altro che politicamente corretto. Avere oscurato le croci delle chiese di Dolceacqua nel poster al supermercato Lidl è un affronto non solo ai fedeli, ma a tutti i cittadini della Liguria - dice la Lega Nord regionale - È vergognoso. Scriveremo alla leader di Afd, Alice Weidel, per sapere se anche in Germania la Lidl applichi la stessa strategia”.

“L’immagine di Dolceacqua è stata acquistata da un database fotografico, stampata e affissa nel punto vendita - si difende l’azienda in una nota - Non ci siamo accorti che l’immagine acquistata non presentava le croci. Nessuna strategia di marketing, ma una semplice svista di cui ci scusiamo. Come già comunicato al sindaco, l’immagine verrà rimossa e sostituita immediatamente”. Un episodio analogo era avvenuto a settembre, sempre con la catena tedesca di supermercati, per le cupole blu di Santorini: anche da qui erano sparite le croci. “Anche in quel caso è stato un errore” dice l’ufficio stampa di Lidl. La foto utilizzata, secondo Lidl, risale al 2005, ma il sindaco dice che “le croci ci sono sempre state, anzi la chiesa ha altre due croci che non si vedono nel poster, segno evidente che è stata un’azione volontaria”. Intanto Giorgia Meloni lancia il boicottaggio: “Lidl ha avviato una campagna europea per togliere i simboli religiosi, quindi prima di tutto cristiani, dai suoi prodotti e dai suoi materiali pubblicitari per non urtare la sensibilità di clienti non di fede cristiana. È una scelta che ci insulta e offende: speriamo che tutti i cristiani facciano sentire forte la loro indignazione e non entrino più in un supermercato Lidl #boicottaLidl”.