L’Italia al fianco di Trump nella Nato

L’Italia deve schierarsi con Donald Trump per fare da “appoggio” alle politiche americane in Europa e per contrastare l’asse tedesco-francese. Bisogna puntare dritti a sostenere, per i nostri fini strategici e industriali, gli Stati Uniti di Trump e la Nato. In Europa l’Italia sta per diventare la colonia dei tedeschi, seguiti dai francesi, mentre con una stretta e manifesta alleanza con gli Stati Uniti il nostro Paese può riemergere e “sfilarsi” dalla marginalità e dall’essere terra di conquista tedesco-francese.

Lo si è capito o no che in questa Europa vige il dominio franco-tedesco, o meglio tedesco-francese? L’Italia potrà sopravvivere solo sfilandosi e giocando con Trump all’interno della nostra Unione europea, divenuta tedesca dal 1997. Con l’Europa di Merkel e Macron si diventa poveri, perché ci sarà impedita la ricchezza. Cosa fare dunque adesso? Gli italiani stanno dando segnali importanti nelle città dove sono stati chiamati a votare. Si deve votare in Italia, anche e soprattutto a livello nazionale. È dall’inizio del golpe che si sarebbe dovuto fare, ma lo si impedisce tuttora agli italiani. Con governi e parlamento eletti bisogna potenziare la propria presenza nella Nato (e credetemi, so di che parlo, dato che mio nonno è stato generale di corpo d’armata e ha rappresentato il nostro Paese proprio lì, alla Nato), seguire pedissequamente quanto detto è richiesto da Trump, e conquistare il nostro ruolo primario al suo interno.

Merkel e Macron si spartiranno il potere in Europa, non lo bilanceranno né tantomeno lo condivideranno. Ma non potranno rinunciare alla Nato, vorranno piuttosto fortemente impedirla e indebolirla, ad esempio con la nuova difesa europea comandata da loro, peraltro già in corso di “costruzione”. L’Italia deve dunque insistere con forza sulla e nella Nato. Trump ha a ragione chiesto che gli alleati paghino il dovuto per il mantenimento degli impegni Nato, paghiamo. Togliamo di mezzo con il voto gli inutili e incapaci del Pd ai governi rubati agli italiani, e paghiamo. Sarà strategico per le nostre sorti, non solo politiche ma economiche. Se l’Italia investirà non l’1 ma il 2 per cento negli investimenti tecnologici, potremo stimolare la nostra economia e ciò farà leva della nostra crescita comune. Nuove tecnologie con il marchio italiano non potranno che darci vantaggi economici e anche geopolitici. Aeromobili, droni, satelliti, missili, radar, dispositivi elettronici in generale, scateniamoci! E scateniamo, con gli investimenti pubblici, la genialità e produttività delle nostre eccellenze.

Portare la spesa militare al livello Nato stabilito indirizzando gli investimenti pubblici alla nostra produttività a braccetto a quella statunitense. Diamo impulso alla nostra tecnologia rendendola all’avanguardia industriale. La politica italiana, attraverso queste comparse penose che fanno da zavorra alla nostra crescita, ci blocca. Liberiamocene, esigiamo un’altra politica e altri politici. Sì alla nuova Italia, sì alla Nato, sì a Trump.

Aggiornato il 14 giugno 2017 alle ore 11:24