Cina, rubati da un hacker i dati di un miliardo di utenti

Un furto di un miliardo di dati sensibili. È il numero impressionante relativo all’ennesimo violazione da parte degli hacker cinesi. Come sostiene Bloomberg, nei mesi scorsi un utente singolo o una squadra ancora non definita, avrebbe violato i database della polizia di Shangai, ottenendo l’accesso alle informazioni personali di un miliardo di cinesi. L’enorme archivio, di 23 terabyte di dati, è stato messo in vendita sul dark web per 10 bitcoin, oltre 198mila dollari. A seguito dell’evento, su Twitter si è diffuso l’hashtag “Shanghai data leak”. I dati includono nomi, indirizzi, luoghi di nascita, numeri identificativi delle carte di identità e cellulari delle vittime.

Il Wall Street Journal è entrato in possesso di una porzione dell’archivio, verificandone parzialmente la correttezza tramite l’incrocio di informazioni pubbliche in merito a crimini per i quali si è interessata la polizia di Shangai dal 1995. Non è ancora chiaro come l’hacker si sia infiltrato nel database della polizia, ma le prime indagini parlano di un accesso ottenuto tramite una società di cloud computing del gruppo Alibaba, chiamata Aliyun, sui cui server era ospitato l’archivio. La stessa Alibaba sta indagando sulla questione. Qualora la violazione venisse confermata, si tratterebbe della più grave nella storia della Cina. Il Paese, negli ultimi anni, ha assistito a una escalation di incidenti di sicurezza. Nel 2016, su Twitter sono state pubblicate informazioni sensibili su manager e imprenditori cinesi, incluso il fondatore di Alibaba, Jack Ma.