Bong-Han: nuovo sistema anatomico, biochimico e biofisico

Oggi si studiano e si creano i farmaci, cioè le molecole, in grado di regolare e riequilibrare il corpo malato. Tutto “gioca” intorno al Dna. Cosa che è certamente vera ma è molto più di così. Il Dna è cioè primariamente una struttura di risonanza elettromagnetica, dinamica nel senso che può cambiare nel tempo, complessa perché dipende da diversi segnali, e che è fonte di biofotoni nel momento in cui si replica. I biofotoni sono quanti di luce, cioè luce che è come una onda elettromagnetica. Tutte le cellule degli esseri viventi emanano questa luce o onda elettromagnetica o radiazione, che prende la forma di quanti energetici, ovvero dei cosiddetti biofotoni, i quali sono in grado di scambiare informazioni anche a enorme distanza. Si tratta di una emissione di energia da parte di ogni organismo vivente che si propaga alla velocità della luce. Sappiamo pochissimo su questa energia. Sappiamo che “scuotendo” e facendo vibrare un po’ le nostre cellule, vale a dire applicando i campi magnetici a bassa frequenza e pulsati, esse comunicano meglio tra loro modulando la produzione di ormoni, citochine, anticorpi, cellule neuroendocrine e via dicendo. Queste interazioni sono cioè soggette a frequenze e sistemi di regolazione personali, che hanno effetti diversi tra gli individui. Dunque, bisogna cominciare ad identificare la frequenza e le frequenze che ci caratterizzano per poterle gestire in maniera utile a noi.

Sappiamo che un modo in cui le nostre cellule comunicano è risuonando. La risonanza è il sistema con cui si trasmettono dati senza che avvenga alcun passaggio di materia. Un insieme di frequenze oscillatorie di sostanze varie – ormoni, enzimi, citochine, Dna, proteine – emette onde ritmiche di bioelettricità generando segnali di varia frequenza che percorrono i nostri esseri umani vivi. Si tratta di una rete di informazione sul nostro metabolismo cellulare – cosiddetta omeostasi elettromagnetica – che, indagata e conosciuta, è fondamentale per la misurazione della nostra salute. La disciplina e terapia medica che è andata più vicina a questa indagine è l’agopuntura. Questa, infatti, raggiunge tale rete informazionale e, tramite l’interconnessione bioelettrica della persona, percepisce la sensibilità e la correttezza delle risposte date. Pungendo vari punti dell’agopuntura, è stato dimostrato empiricamente, si attivano determinate e specifiche aree del nostro cervello. Lo si è visto tramite la risonanza magnetica nucleare.

Fritz Albert Popp, fisico tedesco, nel suo libro “Come le cellule comunicano tra loro”, ha lasciato scritto che “i biofotoni sono emessi dall’organismo in tutti i suoi processi vitali”; la malattia prima di manifestarsi con sintomi organici è un disturbo del campo elettromagnetico cioè energetico, biofotonico. Sono le oscillazioni sbagliate ovvero patologiche ad indurre regolazioni alterate dell’organismo e poi la malattia, organica. Karl Pribram, neurofisiologo austriaco, ha scritto che è il campo biofotonico del cervello e del sistema nervoso ad integrare le aree non fisiche di conoscenza e della mente tutta, quali il pensiero, la psiche, la coscienza. Secondo l’agopuntura, che muove dalla medicina tradizionale cinese, l’energia – il quoziente intellettivo, il soffio, l’energia vitale – circola lungo una rete di canali chiamati meridiani. Inserendo aghi metallici in punti definiti – cosiddetti agopunti – disseminati lungo tali canali, i meridiani, si trattano patologie e squilibri dell’organismo. A lungo non si è capito come, e neanche il fondamento anatomico che tuttora non si è riconosciuto, riferendosi in generale a meccanismi nervosi riflessi, vasomotori, endocrini e immunitari. Da ultimo sono stati ripresi gli studi del medico fisiologo coreano Kim Bong-Han (nato nel 1916 e scomparso nella Corea del Nord quando era alla direzione dell’Istituto per la ricerca sui meridiani di agopuntura a Pyongyang. Ha lasciato cinque importanti libri sul tema) che ha individuato, identificato e descritto una fitta rete di minuti canali che non appartiene né al sistema circolatorio sanguigno né al sistema linfatico. Si tratta di un sistema completamente nuovo composto da nodi e tubuli cui ha dato il nome di “Kyung Rack System”, chiamato successivamente “Sistema di Bong-Han”. Nei suoi libri ha individuato e identificato i punti ed i meridiani dell’agopuntura. Solo nel 2010 e con una tecnologia molto avanzata si è riusciti a rivelare ciò che ha individuato Bong-Han, cioè il sistema di dotti ribattezzato “Primo vascular system”.

Il “Primo vascular system” è formato da vasi o dotti e nodi o corpuscoli, e si compone di più sottosistemi. I vasi o dotti contengono dotti di second’ordine. Il primo strato di rivestimento è formato dalla avventizia che contiene fibre e sostanze che servono a sostenere il tessuto. Il secondo strato è una membrana che circonda i dotti di second’ordine. Questo tipo di struttura a doppio strato garantisce che non avvenga il collegamento accidentale con altri dotti, e la possibilità di un flusso bidirezionale del fluido, oltre l’isolamento da influenze fisiche termiche e meccaniche. Il diametro è di circa 5-10 nanometri. I dotti di secondo ordine, sia nei vasi che nei nodi trasportano un liquido trasparente che si muove molto lentamente (-0,3 millimetri al secondo). Il liquido è ricco di microframmenti di Dna di circa 1-2 nanometri e contiene anche liquidi ed aminoacidi. Le cellule che rivestono il Primo vascular system mostrano eccitabilità elettrica.

I dotti di secondo ordine sono dotati di avventizia che contiene collagene, che è il componente principale del tessuto connettivo. Il collagene è in grado di interferire con le emissioni di segnali elettromagnetici – fotoni – provenienti da fonti molecolari. Il Primo vascular system agisce cioè come un canale ottico di emissione e trasporto di biofotoni ed i microframmenti di Dna possono agire come un generatore di biofotoni. C’è cioè una regolazione elettromagnetica del corpo che gioca un ruolo chiave nello sviluppo e nella differenziazione cellulare. La funzione di propagazione dei biofotoni esercitata dal Primo vascular system spiega, così, l’effetto istantaneo ottenuto dopo l’infissione degli aghi nei punti specifici. Il Primo vascular system è in grado di comportarsi come un organo endocrino, al suo interno ci sono cellule cromaffini concentrate soprattutto in corrispondenza degli agopunti e nel suo liquido ci sono tracce di adrenalina e noradrenalina. Il Primo vascular system consente la comunicazione tra gli organismi viventi e l’ambiente. Durante una fase molto precoce dell’organismo, il Primo vascular system viene duplicato dal sistema vascolare e dal sistema nervoso, combina le caratteristiche dei sistemi vascolare, nervoso, immunitario ed endocrino. È come una matrice per i sistemi vascolare e nervoso, i quali si formano intorno a esso, al Primo vascular system. Dopo che sono stati sviluppati tutti gli organi del corpo, il Primo vascular system primordiale rimane connesso con gli apparati ed i sistemi continuando a controllarli. È, cioè, il più antico sistema morfofunzionale. Interessa tutto il corpo e regola e coordina tutti i processi vitali. Riceve segnali interni ed esterni. Gli esterni vengono dall’ambiente sotto forma di onde elettromagnetiche, gli interni sono il prodotto di effetti metabolici e consistono in segnali bioelettrici, bioelettromagnetici e in campi acustici. Il Primo vascular system può spiegare molti misteri della vita, biochimici ma soprattutto biofisici.