“Life360”, geolocalizzare la famiglia

Vita dura per i ragazzi di oggi. Se la tecnologia ha reso la comunicazione più veloce e facile, è anche diventata un’arma a doppio taglio specialmente per gli adolescenti. I genitori, si sa, sono ansiosi, costantemente preoccupati per l’incolumità dei figli dentro ma soprattutto fuori casa. E per aiutarli è stata inventata un’app particolare: “Life360”. Al primo impatto sembra una applicazione come tante altre, che monitora tramite gps e wi-fi gli spostamenti dei pargoli e lo fa tramite i cellulari appunto. Quando scarichi l’app sul tuo telefono ti chiede automaticamente di aggiungere i membri della tua famiglia via sms o email. In realtà, per molti si è trasformata in un vero “stalker tecnologico”.

L’app permette infatti di localizzare ogni singolo membro della famiglia, di vedere su una mappa la posizione dei membri del gruppo, scegliere se condividere la propria posizione, chattare a due o con tutte le persone di ciascun gruppo, ricevere un avviso quando la persona di un gruppo raggiunge una destinazione, rintracciare un telefono smarrito o rubato, persino capire se un membro della famiglia ha usato il cellulare durante la guida. Insomma, un vero e proprio Grande Fratello che sorveglia ogni gesto.

Ma la cosa sembra non porre problemi perché attualmente “Life360” è tra le prime venti app social nella classifica dell’App Store di Apple, e alla fine dello scorso anno vantava oltre 18 milioni di utenti attivi al mese. È curioso scoprire che l’idea è nata dal disastro che l’uragano Katrina nel 2005 ha lasciato dietro di sé. Chris Hulls, Ceo di “Life360”, volle costruire qualcosa che aiutasse le famiglie a ricongiungersi. “L’idea non era nata come nuovo business. Originariamente era stata pensata per gestire emergenze e questioni di sicurezza. Nessun altro stava pensando alle famiglie su mobile. Questa app è uno strumento di comunicazione e coordinamento, basato sulla localizzazione. Una vera e propria app per famiglie.

 

Questa applicazione da una parte ha rassicurato i genitori di tutto il mondo, dall’altro ha creato una vera e propria rivolta tra i teenager, stanchi di essere controllati costantemente. Ma non solo, si sono sollevati anche molti dubbi circa l’etica dell’app. perché i dati raccolti durante la registrazione forniscono informazioni molto precise sulle abitudini famigliari, rischiando di oltrepassare il confine della privacy. Con questa tipologica di tracking, la società californiana è a conoscenza di abitudini alimentari, lavorative e sociali dei loro clienti. E in molti si chiedono se sia corretto monitorare la vita delle persone in questo modo, tenendo conto che l’app è di base gratuita, ma è a pagamento se si vuole la versione premium.

 

Insomma, “Life360” è veramente l’unico modo per controllare i movimenti dei figli, oppure servirebbe un po’ di fiducia e comunicazione in più in famiglia? Ai posteri l’ardua sentenza.