Si è conclusa a Rieti (unica città italiana inserita nel progetto europeo) la fase finale del Diode, D-Flight Internet of Drone Envoirment, coordinato da Enav nell’ambito di un consorzio di aziende italiane: Techno sky, Leonardo, Telespazio, e-Geos, Ids_IngegneriaDeiSistemi, Poste Italiane, Aiviewgroup, Nais, EuroUsc Italia. Il Comune di Rieti ha patrocinato e partecipato all’iniziativa anche con la partecipazione di Prefettura, Questura, Protezione civile, carabinieri e polizia locale della città laziale.

Rieti aveva già ospitato una prima fase di sperimentazione del progetto nello scorso mese di luglio. L’obiettivo principale di Diode (progetto che fa parte dell’European Network of U-Space Demonstrators, lanciato dalla Commissione europea nell’ottobre dello scorso anno e co-finanziato dalla Sesar Joint Undertaking, il Centro per la ricerca e lo sviluppo del Cielo unico europeo), è quello di dimostrare la capacità di gestire il volo simultaneo nel cosiddetto U-Space, lo spazio di volo al di sotto dei 120 metri definito dalla Unione europea per il volo dei droni, di diversi apparecchi per lo sviluppo di servizi.

In questo senso, i droni (suddivisi in due scenari comprendenti sei differenti missioni) hanno sorvolato simultaneamente il cielo di Rieti e, per la prima volta nel nostro Paese, lo hanno fatto anche in prossimità di una zona Atz, cioè destinata al traffico di aeromobili quale è l’aeroporto della città laziale.