Foodtech

Il connubio della cucina italiana amata in tutto il mondo con le opportunità offerte dallo sviluppo della tecnologia e della rete sono ormai una fervida realtà: le start up che si occupano proprio di offrire soluzioni sempre nuove nel campo della cucina Made in Italy verso settori di mercato sempre più specifici e ricercati, generando il cosiddetto mercato del foodtech, si moltiplicano.

Il business che lega cibo e tecnologia genera un volume d’affari che supera abbondantemente in Italia i 135 milioni di euro, secondo quanto stimato da Rosenheim Advisors: tutti nel mondo amano mangiare e la diffusione della tecnologia è ormai capillare: l sfida è coniugare queste due esigenze, proponendo soluzioni innovative a bisogni sentiti, è riuscire ad interpretare in maniera corretta i bisogni sul territorio ed utilizzare la tecnologia per rispondervi. E alcune interessanti start up italiane hanno già messo in atto strategie vincenti che si avviano a confermarsi come modelli virtuosi.

È il caso, ad esempio, del food delivery di cui avevo già in precedenza sottolineato la sempre crescente espansione sul nostro territorio attraverso app quali Deliveroo, Justeat e Foodora.

Ma esiste una chiave diversa del food delivery che, piuttosto che offrire piatti già cucinati, stuzzica il desiderio di realizzare da soli, ma rapidamente e guidati, il proprio pasto; è il caso ad esempio di mycookingbox, che recapita una serie di scatole, a scelta in base alle esigenze culinarie individuali, che contengono tutti gli ingredienti già dosati necessari a realizzare una pietanza: si può scegliere tra primi e secondi, pizza e piatti regionali.

L’idea mi è venuta parlando con colleghi o fornitori stranieri che volevano rifare a casa ricette italiane. Tutti mi dicevano più o meno la stessa cosa: manca sempre quell’ultimo ingrediente necessario però per realizzare il proprio piatto preferito, spiega Chiara Rota, la fondatrice.

Per ogni piatto viene indicato lo chef che lo ha messo a punto, il tempo di preparazione, le calorie contenute ed il vino consigliato in abbinamento.

Sulla stessa lunghezza d’onda sono nate anche fratellidesideri.com , che propone scatole di gran lusso con tutti gli ingredienti attentamente misurati per preparare ricette iconiche dei grandi chef stellati italiani contemporanei, e quomi, che pone invece particolare attenzione all’utilizzo di specificità stagionali, cambiando menù ogni settimana e proponendo sempre i piatti della dieta mediterranea legati ai diversi momenti dell’anno.

Un’altra start up italiana molto interessante è cucinamancina: si tratta di una community che propone ricette e preparazioni per chi soffre di intolleranze, ad esempio per chi è celiaco o per chi soffre di diabete o semplicemente per chi sceglie la dieta vegetariana o vegana; una fonte preziosa di informazioni utili che include anche un elenco di negozi e punti vendita dove acquistare i cibi che servono a preparare questa tipologia di piatti.

Chiude questa rassegna di tecnologia coniugata alla buona cucina Nutribees, una piattaforma che consente di ordinare e farsi recapitare a casa una serie di piatti pronti da scaldare per l’intera settimana, tutti bilanciati secondo un test on line realizzato per ottenere una dieta quanto più sana e personalizzata attraverso una nutrizionista dedicata.

E se la cena fosse a casa di amici? Il problema allora diventa quello di non presentarsi a mani vuote. Ma anche per questo, ora, c’è la soluzione: si tratta di Cosaporto, il primo quality delivery d’Italia, che offre prodotti provenienti dalle migliori realtà cittadine della gastronomia ma non solo. “Lo scopo di Cosaporto.itafferma Stefano Manili, il fondatore insieme a sua moglie Mariachiara Barberaè quello di dare una soluzione semplice a tutte quelle persone che, pur avendo poco tempo o poche idee, non vogliono rinunciare a fare bella figura nelle occasioni importanti, dall’invito a cena ad un’occasione romantica, fino ad un evento in ufficio”.

Tecnologia per tutti i gusti.