Se la consegna col drone disturba i vicini di casa

Fanno la felicità di chi compra, un po’ meno dei vicini degli acquirenti. E anche dei loro animali. Il Wall Street Journal dedica un articolo agli effetti sulla popolazione residente di uno dei primi test su larga scala dei droni per le consegne di alimenti effettuato in Australia da Wing, controllata da Alphabet, la stessa casa madre di Google. “Pensavo fosse impazzita una motosega”, dichiara al quotidiano Robyn McIntyre, ricordando la prima volta che ha sentito un drone sorvolare la sua proprietà a Canberra. I droni, nelle intenzioni delle aziende che ci stanno scommettendo, sono destinati a rivoluzionare il mondo delle consegne, velocizzandone i tempi e riducendone i costi. Ma al momento, scrive il Wsj, stanno dividendo i cittadini di Bonython, dove si stanno svolgendo i test per più consegne su base quotidiana, dal cibo ai medicinali.

Fra chi protesta per non poter più usare il giardino per colpa del rumore, chi invece esulta per poter ordinare la crema solare e riceverla in meno di 7 minuti e chi manifesta la sua rabbia sui social per aver dovuto lavar via dal vialetto di accesso una cioccolata calda che non aveva mai ordinato. Ma i problemi riguardano anche gli animali: in un'associazione cinofila molti membri ormai evitano completamente un'area del club, troppo vicina alla zona di decollo dei droni, perché il rumore innervosisce e spaventa i cani.