Le finestre intelligenti

Le nuove direttive europee 31/2010/Ue e 2012/27/Ue sull’efficienza energetica degli edifici stabiliscono che, dalla fine del 2020, tutte le nuove case e i nuovi uffici dovranno essere autosufficienti dal punto di vista energetico: in questa prospettiva si iscrive una innovazione tecnologica “made in Italy” brevettata da Glasstopower (G2P), una startup dell’Università degli Studi di Milano Bicocca guidata da Sergio Brovelli e Franco Meinardi, che promette di aumentare in maniera considerevole le superfici degli edifici sfruttabili per la produzione di energia elettrica senza modificarne l’estetica.

L’invenzione sembra fantascientifica ma in realtà nasce dalla constatazione che, al momento, con la tecnologia fotovoltaica tradizionale, che installa pannelli sui tetti degli edifici, non è possibile coprire l’intero fabbisogno di un fabbricato, principalmente per problemi di spazio; ecco allora l’idea di sfruttare maggiormente la superficie dei palazzi, in particolare quelle vetrate, per poter produrre tutta l’energia necessaria senza alcun impatto visivo.

Questa soluzione si basa sull’impiego dei concentratori solari luminescenti (Lsc), lastre di plastica nelle quali sono incorporati materiali otticamente attivi su scala nanometrica che catturano parte delle radiazioni solari che li attraversa e la concentrano sui bordi: qui, in maniera totalmente invisibile per gli utenti, vengono installate delle sottili strisce di tradizionali celle fotovoltaiche che trasformano l’energia solare in elettricità. Il vantaggio di questi sistemi consiste nella possibilità d’essere integrata nelle vetrocamere a doppio o triplo vetro che normalmente equipaggiano gli infissi delle nostre case, convertendo così comuni finestre in pannelli solari semitrasparenti. Stando alle stime avanzate dai ricercatori, sostituendo le vetrate di un grattacielo con simili finestre, si potrebbe generare l’energia necessaria all’auto-sostenibilità di trecento appartamenti. E vi sono applicazioni possibili anche in altri campi, come il settore automobilistico: se inseriti nei vetri di un’auto, gli Lsc possono produrre l’elettricità̀ sufficiente per alimentare tutti i meccanismi non legati al motore, migliorando l’efficienza e consentendo un risparmio sui consumi, mentre in agricoltura sarebbe possibile realizzare serre fotovoltaiche trasparenti che consentano di mantenere al proprio interno condizioni climatiche ideali sia d’estate sia d’inverno.

Questa intuizione, in grado di rivoluzionare il nostro futuro nel campo delle energie rinnovabili, ha riscosso importanti successi ed ha raccolto moltissimi riconoscimenti: a cinque anni dai primi dati della ricerca e a due anni dalla fondazione di G2P, la ricerca è stata pubblicata sulla rivista internazionale Nature Review Materials, ha ricevuto numerosi premi internazionali tra cui il Green Award e il R&D100 Award ed ha concluso con successo due campagne di crowdfunding (2017 e 2018) con una raccolta di oltre 183mila euro, da parte di 54 investitori, con l’obiettivo di iniziare una vera e propria commercializzazione all’inizio del 2019.