Palestinesi contro Hamas: “Vogliamo mangiare”

Le proteste continuano. Un evento più unico che raro, quello che ieri ha visto scendere in piazza diversi palestinesi per protestare contro il regime di Hamas. Come una miccia esplosa per autocombustione, così anche oggi decine di residenti del quartiere Shejaiya di Gaza city stanno partecipando a una protesta contro il governo dei terroristi, che da quasi 20 anni è al potere nella Striscia. I dimostranti hanno bruciato pneumatici e gridato Hamas fuori, stop guerra. Ieri le proteste si sono tenute nel campo profughi di Jabalia e a Khan Yunis. In passato (e ancora oggi) manifestazioni di questo tipo sono state estremamente rare.

Ma gli sfollati di Gaza non ce la fanno più, mai prima d’ora hanno patito una guerra così lunga e le successive privazioni, il freddo, la fame e il buio. La rabbia si è consolidata (e direi quasi autogestita) una settimana dopo la ripresa dei combattimenti nelle proteste scoppiate ieri. Decine di video postati sui social da account palestinesi hanno mostrato i cittadini di Gaza che urlano e chiedono la pace una volta per tutte. O almeno, la fine della guerra. Su Telegram e X ha preso a diffondersi fin dalla mattina di ieri l’appello alla protesta in un messaggio: “Tutta la popolazione di Gaza si rivolga ai propri anziani, ai notabili affinché tutti scendano in piazza domani per chiedere la fine della guerra e del governo della milizia di Hamas”. “Non so chi abbia organizzato la protesta”, ha detto all’Afp Mohammed, un manifestante che ha rifiutato di fornire il suo cognome per paura di rappresaglie, “ho partecipato per mandare un messaggio a nome del popolo: basta con la guerra”. Mohammed – il nome arabo del profeta Maometto, per chi volesse fare qualche parallelo – ha anche riferito di aver visto membri delle forze di sicurezza di Hamas in abiti civili interrompere la protesta. Come del resto mostrano i filmati postati nel pomeriggio da Beit Lahia, dove i manifestanti sono stati dispersi e inseguiti dai miliziani. Majdi, un altro ragazzo che ha preso parte alle proteste ha commentato che “la gente è stanca. Se Hamas lascia il potere a Gaza è la soluzione, perché Hamas non lascia il potere per proteggere il suo popolo?”, ha chiesto.

Il grido arrivato dal campo profughi di Jabalia, lascia poco all’immaginazione: “vogliamo mangiare”. Tra pneumatici bruciati, arrivano messaggi come “Risorgi, popolo, rompi la barriera della paura e dell’oppressione. Rivoltati”, ha scritto Mohammed su X, accusando duramente al Jazeera di essersi rifiutata di riprendere la rivolta. “La popolazione di Gaza smaschera i mercenari”, ha poi aggiunto. Nel frattempo i media della Striscia, legati a Hamas, stanno ignorando le manifestazioni, di cui non offrono alcuna copertura. L’inedita ondata di scontento degli sfollati invece non è passata inosservata in Cisgiordania, a Ramallah.

“Le manifestazioni nella Striscia di Gaza sono un grido dei residenti contro le politiche di Hamas”, ha dichiarato il consigliere del presidente dell’Autorità nazionale palestinese Abu Mazen, Mahmoud Al-Habash, alla tivù saudita al Hadath. Il leader palestinese ha precisato che la soluzione è ripristinare il controllo dell’Anp sulla Striscia. Ma probabilmente non è proprio questo che i manifestanti avrebbero in mente. “Dobbiamo concentrarci sulla rimozione di Hamas dal potere. Suggerisco all’organizzazione di ascoltare il popolo palestinese a Gaza”, ha sottolineato Habash, guardando al futuro dell’enclave, ma soprattutto, del suo partito.

Aggiornato il 26 marzo 2025 alle ore 14:05