Baghdad nel caos

Baghdad nel caos. Da una parte gli scontri  dentro e intorno la zona verde, dall’altra il numero dei morti e dei feriti ancora difficilmente verificabile sul campo. Questa la situazione di una tensione che è divampata successivamente al ritiro dalla vita politica annunciato ieri dal leader sciita Moqtada al-Sadr. Una decisione che ha scatenato la reazione dei suoi sostenitori, che hanno fatto irruzione nel palazzo dove si riunisce di solito il Governo, ossia nella zona fortificata al centro della capitale irachena. Al momento, sarebbero stati intavolati negoziati tra funzionari governativi, leader dei sadristi e i loro rivali del Quadro di coordinamento.

Il ministero degli Esteri turco, in un comunicato, ha detto: “Ci auguriamo che gli attuali conflitti politici siano risolti pacificamente e attraverso un dialogo inclusivo e che venga assicurata la pace e il benessere per il popolo iracheno. Stabilità e sicurezza dell’Iraq sono di vitale importanza per la Turchia. Invitiamo tutte le parti ad esercitare moderazione e buon senso”. Hossein Amir-Abdollahia, ministro degli Esteri dell’Iran, ha commentato: “È necessario che le questioni interne siano risolte in ambito legale e senza che sia danneggiata l'autorità del Governo”.

L’Italia, in una nota della Farnesina, ha espresso “forte preoccupazione per i disordini in corso nella capitale irachena, che hanno anche causato vittime e feriti, e rivolge un appello alla moderazione a tutte le parti interessate affinché si ponga fine senza ritardo ad una pericolosa escalation. Il diritto di manifestare liberamente il proprio dissenso non può tradursi in violenza e scontri. Inoltre, “è necessario che tutte le istituzioni rappresentative possano funzionare regolarmente nel rispetto della Costituzione e della legge irachena e nell’interesse di tutta la popolazione”.