La crisi libica e l’azione del Marocco

Innumerevoli conferenze, meeting e proposte di risoluzioni per la soluzione libica appaiono sempre meno efficaci. Tra i vari approcci risulta interessante quello del Regno del Marocco. L’unico accordo accettato sotto il profilo giuridico nel Paese nordafricano, e che funge da base dell’attuale assetto istituzionale, è quello siglato nella città marocchina di Skhirat sul finire del 2015. Le intese raggiunte, in tale occasione, tra le varie parti libiche, ancora oggi costituiscono una sorta di “accordo giuridico” che riconosce la legittimità del governo di al-Sarraj, nonché all’autorità di Tobruk, e quindi di Haftar, e del consiglio di Stato stanziato a Tripoli. Tale accordo consente oggi al Marocco di poter rientrare nella scena libica ed ospitare una nuova conferenza africana per provare a dare vigore al dialogo politico tra le varie forze in campo interne alla Libia. La diplomazia marocchina, forte dell’accordo di Skhirat raggiunto nel 2015 in Marocco e riconosciuto dall’Onu, torna sulla scena internazionale per mediare una soluzione condivisa tra le parti nel conflitto libico, dopo il fallimento di Berlino.

Il Ministro degli Esteri del Marocco, Nasser Bourita, ha recentemente ricevuto a Rabat l’emissario del Presidente del Parlamento libico, alleato del Generale Haftar, e Ministro degli Affari Esteri nel governo di Tobruk, Abdelhadi Lahouij.

L’incontro costituisce un forte segnale del ritorno del Regno sulla crisi libica dopo la sua esclusione dalla Conferenza a Berlino. Una scelta che aveva suscitato dubbi e sorpreso i Paesi occidentali a attirato l’attenzione dell’Europa sulle politiche estere del Regno. Il presidente francese, Emmanuel Macron, aveva telefonato al Re del Marocco per ribadire la propria posizione a favore del ruolo marocchino nella crisi libica, mentre, ricordiamo che l’Italia aveva incluso il Marocco in tutte le iniziative ministeriali, svoltesi a Roma e Palermo, con i Paesi limitrofi alla Libia.

L’incontro con il rappresentante di Haftar è il secondo in pochi giorni, dopo quello avvenuto in Congo, la scorsa settimana, durante la riunione della Commissione dell’Unione Africana sulla Libia. L’inviato libico ha ricordato l’accordo di Skhirat, elogiando gli sforzi del Marocco per porre fine alla crisi libica e rilanciato il ruolo della diplomazia marocchina per trovare una soluzione alla crisi.

Il ministro marocchino ha dichiarato di aver avuto un colloquio telefonico con il Presidente dell’Alto Consiglio di Stato libico, Khaled Mechri, confrontandosi sulla situazione in Libia e ribadendo l’importanza dell’accordo di Skhirat. Questi sviluppi sembrano indicare che le parti libiche potrebbero optare un secondo tentativo per risolvere il conflitto chiedendo proprio al Marocco di organizzare un nuovo ciclo di dialogo che ponga al centro gli obiettivi e punti stabiliti dall’accordo di Skhirat, considerati come un “riferimento legale riconosciuto e accettato” per qualsiasi soluzione politica alla crisi.

Il Marocco potrebbe intestarsi un vertice dove, come avvenuto nel 2015, a dialogare siano unicamente le varie parti del Paese nordafricano in guerra. Proposte interessanti che permetterebbero al Nord Africa e ai Paesi del Mediterraneo, oltre all’Unione Africana, di essere davvero protagonisti nelle decisioni presenti e future dell’attualità libica e di quella di tutta l’Africa del Nord che affaccia sul Mediterraneo.