Dazi, lo scontro fra Mattarella e Trump

Sergio Mattarella e Donald Trump non possono avere la stessa visione sui dazi decisi dal Wto (Organizzazione mondiale del commercio). Il capo dello stato italiano, in visita ufficiale negli Stati Uniti, ha detto è “preferibile confrontarsi subito e tenere conto delle diverse posizioni. L’alternativa è il rischio di metterci su una strada che in ogni caso necessiterà di un punto d’incontro. E allora, tanto vale cercarlo subito”.

Durante l’incontro nello studio Ovale, si è percepita una reale tensione tra i due presidenti. Trump ha ribadito le ragioni del provvedimento contro le merci europee. Mattarella ha invocato un metodo collaborativo. Poco dopo il colloquio, Trump ha spiegato che “noi americani non possiamo perdere questa guerra dei dazi per squilibrio commerciale”. Il presidente americano, nel corso della conferenza stampa, ha attaccato il nostro Paese sui contributi alla Nato: “L’Italia – ha detto il tycoon – paga solo l’1 per cento invece del 2 per cento. Spero che aumenti le spese militari”.

Naturalmente, Mattarella ha replicato dicendo che “l’Italia intende difendere l’ordine internazionale basato su regole certe, con l’Onu al centro, e un sistema commerciale libero e aperto basato sui principi del Wto. L’imposizione dei dazi è controproducente per entrambe le economie”. Il capo dello Stato italiano ha parlato anche degli F35, ricordando che “i nostri sei F35 stanno pattugliando i cieli dell’Islanda per assicurare sicurezza e pace”. Quanto al contributo economico alla Nato, Mattarella ha fatto notare che “che la Nato rappresenta una comunità di valori in cui l’Italia si riconosce e a cui partecipa. Contribuiamo in maniera intensa e con efficacia alle operazioni Nato coadiuvando l’impegno dell’Alleanza. Siamo il quinto contributore Nato e il secondo in termini di forze e di militari”.