Tirana punta sull’energia idroelettrica

Numerosi sono gli imprenditori europei, soprattutto italiani, che guardano con interesse alla diversificazione energetica in corso in Albania.

Ad inizio settembre, le autorità albanesi hanno concesso il permesso per la costruzione di 527 impianti idroelettrici in tutto il paese: lo rivela un documento del governo di Tirana citato dal portale di informazione economica “Monitor.al” e ripreso dall’agenzia stampa “Agenzia Nova”.

Solo nel periodo 2017-2018 sono stati stipulati 71 contratti per la costruzione di piccoli impianti idroelettrici, che si sono aggiunti ai 171 contratti esistenti. In totale, secondo il documento elaborato dal governo, l’energia che dovrebbero generare questi impianti ammonterebbe a oltre 2100 megawatt. Il premier Edi Rama ha ricordato che dopo un minuzioso processo di verifica sia della documentazione che dello stato di realizzazione degli investimenti di 314 impianti elettrici, previsti da 170 contratti, che però non sono stati messi ancora in funzione, sono state revocate 27 licenze concesse per la costruzione di 80 impianti idroelettrici.

Durante la verifica, come spiegato nel corso degli ultimi mesi dal ministero dell’Energia, si sarebbero identificati tre tipologie di progetti, a seconda delle problematiche riscontrate. Nel primo gruppo, sono stati inclusi 153 impianti, previsti da 101 contratti, i cui lavori non sono stati ancora conclusi, ma i cui termini contrattuali non sono ancora scaduti.

In Albania si ha un’alternanza di annate piovose con altre caratterizzate prevalentemente dalla siccità. Nelle annate di siccità si manifestano le crisi energetiche dovute al calo delle acque dei fiumi dove sono state costruite le idro-centrali. Il calo del livello dell’acqua nel bacino collettore comporta il calo della produzione dell’energia elettrica, con problematiche industriali e civili che si possono scaturire, ma le attuali istituzioni del governo di Rama stanno applicando una serie di riforme legate alla diversificazione energetica, al fine di ottimizzare le capacità idriche attuali ma anche di puntare a nuove visioni energetiche ecosostenibili.

L’energia idroelettrica è certamente pulita, ma non è sostenibile sempre. In Serbia, Albania, Macedonia e Bosnia ormai tutti i corsi d’acqua, anche quelli incontaminati e più preziosi, sono oggetto di speculazione. L’auspicio è che il Paese delle Aquile riesca a conciliare sviluppo economico e tutela del patrimonio liquido, riuscendo ad individuare con precisione gli eventuali danni al patrimonio idraulico che lo sfruttamento dell’energia idroelettrica può comportare nell’attualità e nell’immediato futuro.

In Albania il settore fotovoltaico sembra in procinto di decollare, anche se, visto il bassissimo costo dell’elettricità locale sembra difficile che possa presto riuscire a fare a meno di “tariffe speciali” e altri aiuti governativi, anche prevedendo ulteriori cali di costo dei componenti e nelle procedure di installazione. In attesa della risoluzione di tali problematiche legate al solare, il legame con le centrali idroelettriche resta ancora molto forte così come le problematiche che tale legame può comportare.