Johnson: Brexit “morbida” per gli studenti stranieri

Boris Johnson cambia strategia sulle politiche migratorie. Il premier britannico annuncia un sorprendente alleggerimento dei vincoli sulle politiche dell’immigrazione nei confronti dei numerosi studenti stranieri che frequentano le università del Regno Unito. In buona sostanza, grazie a nuove regole dell’Home Office tutti gli studenti saranno autorizzati a restare nel Paese per due anni, anche dopo la laurea. È un modo per consentire ai giovani di cercare un lavoro, magari stabile.

La nuova norma ha l’obiettivo di dare un’immagine di apertura del governo Tory, in tempi di Brexit incerta. In pratica, la posizione di Johnson cancella le restrizioni fissate dall’ex premier Theresa May, secondo cui gli universitari stranieri in possesso del visto da studenti avrebbero dovuto lasciare il Regno entro quattro mesi dalla laurea. Oggi Johnson cambia linea: “Vogliamo che restino e possano sbloccare qui il loro potenziale”.

Intanto, il premier ieri sera ha rilanciato la sfida delle elezioni. Johnson ha preso di mira il leader laburista Jeremy Corbyn, accusandolo di avere invocato a lungo le urne, ma di volerle ora posticipare, malgrado la legge anti-no deal sia stata approvata: “L’unica ragionevole spiegazione è che hanno paura della nostra vittoria”, ha detto l’inquilino di Downing Street.

Dal canto suo, Corbyn ha detto che “le elezioni anticipate in Gran Bretagna stanno arrivando. Ma prima occorre fermare il rischio di una Brexit no-deal”. Secondo il leader laburista, “gli effetti di un no-deal sarebbero destinati a colpire i meno privilegiati e a fare i ricchi ancor più ricchi”. Corbyn ha promesso nella futura piattaforma elettorale del Labour una svolta di politica economico-sociale e anche un secondo referendum sulla Brexit.