Hong Kong, Cina irritata con la Germania

Joshua Wong ieri è atterrato a Berlino. Dopo il rilascio su cauzione ad Hong Kong, l’attivista pro-democrazia ha incontrato il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas alla festa del quotidiano Bild. Il capo della diplomazia tedesca aveva dichiarato ieri su Twitter che “il diritto alla libertà di espressione è un principio fondamentale che non può essere soggetto ad alcuna limitazione”. Wong si è augurato “che gli uomini di tutto il mondo sostengano le persone di Hong Kong che combattono per la libertà e per libere elezioni”.

Ma l’incontro è stato definito “irriguardoso” nei confronti della Cina dalla portavoce del ministero degli Esteri di Pechino Hua Chunying. “Nessun Paese straniero – ha detto la portavoce – ha il diritto di interferire negli affari interni cinesi. La Cina è estremamente delusa e si oppone con forza al visto concesso a Wong e al suo incontro col ministro e ha già presentato una severa protesta formale alla parte tedesca”.

Intanto, la governatrice Carrie Lam esprime “rammarico per le interferenze di parlamenti stranieri negli affari interni di Hong Kong”. Parlando in conferenza stampa, Lam ha auspicato che la gente non solleciti il Congresso Usa ad approvare l’Hong Kong Human Rights and Democracy Act, che permetterebbe di imporre sanzioni ai funzionari dell’ex colonia per le violazioni dei diritti umani. “Abbiamo – ha aggiunto – obblighi e doveri nell’assicurare diritti e libertà nel rispetto della Basic Law. Per questo le interferenze esterne sono del tutto inutili”.