Tokyo revoca a Seul lo status di partner privilegiato

Il governo giapponese ha ratificato la revoca dello status di partner privilegiato alla Corea del Sud, dopo la decisione annunciata a inizio agosto: un provvedimento che potrebbe complicare ulteriormente i rapporti tra i due vicini. Le aziende sudcoreane dovranno ottenere una specifica licenza per importare le componenti utilizzate, tra l’altro, nella produzione di semiconduttori, schermi per i telefonini e apparecchi televisivi. Materiali considerati da Tokyo “delicati” perché possono essere impiegati per scopi militari e anche nella produzione di armi biologiche e chimiche.

Il ministro del Commercio nipponico, Hiroshige Sego, ha ribadito che la decisione è legata al controllo dell’export e non intende causare frizioni nei rapporti diplomatici tra Tokyo e Seul. Da parte sua il presidente sudcoreano Moon Jae In aveva avvisato che la mossa avrebbe avuto ripercussioni, annunciando di fatto la scorsa settimana la rescissione del patto sullo scambio di intelligence con il Giappone (Gsomia), siglato nel novembre del 2016, definendolo “non più in linea con i propri interessi nazionali”.

Le relazioni tra le due nazioni si sono inasprite dopo che la Corte suprema di Seul ha ordinato il sequestro forzato dei beni ad un’azienda giapponese per risarcire i danni ad alcuni cittadini sudcoreani durante l’occupazione. Tokyo considera la vicenda chiusa definitivamente dopo un accordo bilaterale del 1965, con il quale si impegnava a risarcire le famiglie delle vittime con una cifra stabilita. Il Giappone ha occupato la penisola coreana nel 1905, che è diventata a tutti gli effetti una colonia del Paese del Sol Levante nel 1910, fino al termine del secondo conflitto mondiale.