Stati Uniti, Trump silura il capo degli 007

Donald Trump ha silurato Dan Coats. Il capo dei servizi segreti statunitensi, dopo mesi di scontri con Donald Trump, è stato costretto a lasciare l’incarico. Il presidente americano ha nominato al suo posto il fedele repubblicano del Texas John Ratcliffe.  “Sono lieto di annunciare – twittato Trump – che il rispettato John Ratcliffe sarà nominato direttore dell’intelligence nazionale. Dan Coats, l’attuale direttore, lascerà il 15 agosto. Voglio ringraziare Dan per il suo grande servizio al Paese”.

Per la speaker della Camera, la democratica Nancy Pelosi, “l’addio di Dan Coats è una cattiva notizia per la sicurezza nazionale”. In realtà, il tycoon aveva pensato di cacciare Coats già un anno fa, subito dopo l’incontro in Finlandia con il presidente russo Vladimir Putin. Secondo il rapporto dei 007, infatti, c’erano state interferenze della Russia nella corsa presidenziale del 2016. Di più. Coats aveva, addirittura, manifestato dubbi sull’opportunità di un incontro con Putin.

Il capo dell’Intelligence aveva ricordato come i cyberattacchi russi avessero rappresentato una minaccia per la democrazia americana. Alla conferenza sulla sicurezza ad Aspen, in Colorado, Coats non aveva nascosto la propria sorpresa per l’invito di Putin alla Casa Bianca. Da quel momento, il direttore dei servizi segreti aveva evitato ulteriori “moniti”.

All’inizio di quest’anno la Casa Bianca e i servizi segreti sostenevano posizioni diverse su temi delicati quali Iran, Siria e Corea del Nord. Trump si è molto risentito quando Coats ha manifestato dubbi sulle reali intenzioni di denuclearizzazione di Kim Jong-un. L’ala dura dei trumpiani aveva più volte chiesto la testa del capo dell’Intelligence. Ma Coats era sempre riuscito a rimanere al proprio posto, grazie alla mediazione del vicepresidente Usa Mike Pence.