Corea del Nord, Kim Jong-un: “Missili un avvertimento per Seul”

È passato meno di un giorno dal lancio di due missili da parte della Corea del Nord verso il Giappone. Kim Jong-un ha dichiarato che si tratta di “un’arma tattica di nuovo tipo, un avvertimento ai militari sudcoreani”. Si tratta del primo lancio dopo l’incontro di giugno, al confine fra le due Coree, tra Donald Trump e Kim Jong-un che sembrava dare una svolta ai negoziati sul nucleare. L’ultimo lancio di missili balistici a corto raggio effettuato da Pyongyang era avvenuto lo scorso 9 maggio. Il gesto nordcoreano esprimerebbe anche contrarietà nei confronti dell’accordo Stati Uniti-Corea del Sud per esercitazioni comuni.

Ieri la Corea del Nord ha testato due razzi a corto raggio che sono caduti nel Mar del Giappone dopo aver volato ad una altezza di 50 chilometri, rispettivamente per 430 e 690 chilometri. Dagli Stati Uniti, al momento, non si registra alcuna reazione. Ma i suoi due principali alleati, Seul e Tokyo, non nascondono la loro preoccupazione. “Se erano missili balistici, hanno violato le risoluzioni Onu e lo trovo estremamente deplorevole”, ha commentato il ministro della difesa giapponese Takeshi Iwaya, riferendosi alla lunga serie di sanzioni delle Nazioni Unite.

Per il ministero della Difesa della Corea del Sud, “i lanci rappresentano una minaccia che non aiuta gli sforzi per allentare le tensioni militari nella penisola coreana”. La Cina, il Paese più vicino a Pyongyang, ha colto invece l’occasione per invitare gli Stati Uniti e la Corea del Nord a riaprire i negoziati al più presto. Frattanto, pare sia saltato il previsto incontro, la prossima settimana a margine del forum sulla sicurezza dell’Asia sudorientale a Bangkok, tra il segretario di stato Mike Pompeo e il ministro degli Esteri nordcoreano Ry Yong Ho.