Congo, vince il leader dell’opposizione Tshisekedi

In Congo trionfa l’opposizione. Alle presidenziali ha vinto Félix Tshisekedi. Per la prima volta dai tempi della sua indipendenza avvenuta nel 1960, le elezioni nella Repubblica democratica si sono tenute senza spargimento di sangue. I congolesi attendevano il voto dal 2016. Perché il presidente Joseph Kabila ha rifiutato più volte di lasciare. Salito al potere nel gennaio 2001, dal giorno dall’omicidio del padre Laurent-Désiré, Kabila è stato il padre-padrone del Congo per diciotto anni.

Alle elezioni, il 55enne membro dell’Assemblea nazionale congolese Tshisekedi ha avuto la meglio con il 38,5 per cento delle preferenze. I grandi sconfitti di questa tornata elettorale storica sono stati il “delfino” di Kabila, l’ex ministro dell’Interno, Emmanuel Ramazani Shadary e l’altro candidato dell’opposizione, Martin Fayulu. L’ex tycoon petrolifero ha riportato il 34,8 per cento di voti e ha subito contestato il voto. “Questo risultato – ha detto Fayulu – non ha niente a che vedere con la verità nelle urne. I numeri sono assurdi”. Fayulu ha denunciato “il golpe elettorale. Il popolo del Congo è stato defraudato delle proprie elezioni e non accetterà mai una frode del genere”. La Francia s’è subito schierata s’è schierata subito con Fayulu. Il suo ministro degli Esteri transalpino Jean-Yves Le Drian ha chiesto “chiarezza sui risultati di un voto non conformi alle attese”.

In ogni caso, il voto è stato monitorato dai 40mila osservatori elettorali della Conferenza episcopale nazionale della Repubblica democratica del Congo, una delle poche istituzioni che ancora gode di credibilità nel Paese. “Adesso – ha detto un portavoce – la nazione vuole festeggiare il nuovo presidente e di certo non vuole violenze”. Il Congo conta 80 milioni di abitanti. E, nonostante le ricchezze naturali, è un Paese estremamente povero.