Per affrontare l’antisemitismo agli ebrei servono lenti trifocali

Sono quasi venti anni che suoniamo il campanello d’allarme sull’antisemitismo. Quando ci chiedono chi sono gli antisemiti, la nostra risposta è sempre la stessa: l’estrema sinistra, l’estrema destra, e i jihadisti. Purtroppo in questo mondo iper-politicizzato sono ancora in molti a rifiutare questa analisi trifocale. Perché i fatti non sono compatibili con l’ideologia. Noi, al contrario, non portiamo avanti una agenda politica particolare, e neanche abbiamo il nostro nemico preferito da affrontare. La nostra è una organizzazione impegnata in prima linea per il mondo ebraico e non si può permettere di scegliere i pericoli in base a una visione politica di parte, sia velata che alla luce del sole.

Quando centinaia di neo-nazisti hanno manifestato a Charlottesville intonando cori raccapriccianti che ricordavano il Terzo Reich, molti ebrei, e noi tra loro, li hanno giustamente condannati all’istante. Che sia stato saggio o no, alcune personalità ebraiche hanno addirittura scelto di indossare la stella gialla, come quella che erano costretti ad indossare gli ebrei nei ghetti e nei campi di concentramento tedeschi, in modo da marcarli per un probabile sterminio. Pur ammirando questa determinazione “post-Charlottesville” di far sentire la loro voce in quanto ebrei, non ho potuto fare a meno di domandarmi dove fossero queste persone, quando negli anni passati le minacce e gli attacchi provenivano da altre direzioni.

Per chiarire immediatamente la questione, diciamo subito che il pericolo proveniente dall’estrema destra è reale e immediato. È da qualche tempo che pensavamo che le nubi all’orizzonte fossero più minacciose in Europa dove, al contrario di qui (gli Usa), gli estremisti si sono organizzati sotto gli stendardi di partiti politici come Alba Dorata in Grecia, Jobbik in Ungheria, e il Fronte Nazionale in Francia. Tentano di ottenere consensi alle urne oltre ad agire su internet e per le strade.

In alcuni casi idoleggiano i fascisti del ventesimo secolo, vogliono stilare liste di ebrei, minimizzano o addirittura negano l’olocausto, e farneticano di potere e influenza ebraiche. A quanto pare hanno i loro omologhi negli Stati Uniti nella gente che marcia per le strade intonando slogan come “gli ebrei non ci rimpiazzeranno” e sognando “sangue e terra”, la traduzione in inglese del credo nazista “Blut und Boden”.

Ma il pericolo non comincia, né finisce qui. E quindi anche le nostre preoccupazioni e il nostro sdegno non devono fermarsi qui. Innanzitutto, anche l’estrema sinistra ci mette a durissima prova.

Pare che molti di loro abbiano un problema con un solo Paese al mondo, e guarda caso quel Paese è l’unico a maggioranza ebraica, sei milioni di ebrei solamente, molti dei quali sono stati vittime dell’estrema destra (e dell’estrema sinistra e dei jihadisti) nel corso del secolo scorso. Nessun’altra nazione attizza il fuoco della confusa passione dell’estrema sinistra quanto Israele. Solo la democratica Israele si trova costantemente nel loro mirino. Non organizzano movimenti Bds, flottiglie, flottiglie volanti, settimane dell’apartheid e proteste varie contro chi abusa veramente dei diritti umani. Nossignore, si fanno sentire solo contro Israele, un Paese che si difende da chi ha dichiarato apertamente di volerlo distruggere.

Mentre celebrano l’autodeterminazione dei palestinesi, la negano agli ebrei. Questo costante, ossessivo tentativo di affondare le aspirazioni nazionali del popolo ebraico non è forse una forma di antisemitismo? Ovviamente si, e se ne sono accorti il Segretario generale delle Nazioni Unite, il presidente francese, e altri perspicaci leader.

Per esempio, quand’è stata l’ultima volta in cui qualcuno tra questi sedicenti paladini dei diritti umani dell’estrema sinistra hanno protestato nei campus universitari - o in qualunque altro posto - contro gli stermini in Siria, contro il genocidio degli Yazidi da parte dell’Isis, contro la distruzione del Paese da parte del governo venezuelano, contro i campi di concentramento nordcoreani in cui sono internate centinaia di migliaia di persone, contro l’elezione nelle alte sfere del Partito Laburista britannico di anti-sionisti e antisemiti, eletti addirittura a leader del Partito, contro le continue violazioni dei diritti umani delle donne, degli omosessuali, delle minoranze religiose in Iran?

Si tratta di faziosità e di ipocrisia senza ritegno. Ma non bastano neanche le lenti bifocali. Servono le trifocali. Negli ultimi tempi, le minacce all’incolumità fisica degli ebrei proviene dai jihadisti. Ricordiamo che ogni attacco fatale contro gli ebrei in Europa negli ultimi anni è stato portato a termine da estremisti islamici. Dal supermercato kosher di Parigi alla scuola ebraica di Tolosa, dal Museo Ebraico di Bruxelles alla sinagoga di Copenaghen, dagli omicidi di Ilan e Sarah Halimi a Parigi agli israeliani (e bulgari) uccisi a Burgas, gli assassini erano tutti jihadisti. E non dimentichiamo poi le ambizioni al genocidio di Iran, Hezbollah e Hamas, gli insegnamenti salafisti di istigazione alla violenza che hanno luogo in molte madrasse, e il costante antisemitismo che sgorga da molte parti importanti dei media arabi.

E allora benissimo, dimostriamo tutto il nostro disgusto più totale quando i nazisti sfilano a Charlottesville e quando chi siede nell’ufficio ovale non riesce, incredibilmente, a mostrare chiarezza morale nell’affrontare il tema a caldo. Ma allo stesso modo, lo sdegno ebraico deve manifestarsi quando il leader iraniano afferma di volere un mondo senza Israele, quando la principale autorità religiosa di Hezbollah esige lo sterminio degli ebrei, quando bambini ebrei vengono assassinati davanti alle scuole per il solo fatto di essere ebrei, quando organizzazioni universitarie chiedono la delegittimazione e la scomparsa di Israele, solo di Israele! Tra i 193 Paesi membri dell’Onu. E se tutto questo non fosse già abbastanza complicato, non possiamo perdere di vista le bizzarre alleanze in corso, come quelle tra l’estrema sinistra e gli estremisti islamici quando si tratta di Israele e sionismo, o quelle tra l’estrema destra e gli estremisti islamici quando si tratta di negare l’Olocausto e di demonizzare gli ebrei.

In altre parole, ora, chi ha veramente a cuore l’antisemitismo apra bene gli occhi, senza che ideologie o appartenenze politiche gli impediscano di guardarsi bene attorno.

(*) Ceo dell’American Jewish Committee (Ajc)