L’ospedale dei bambini
israeliani e palestinesi

di Elisa Serafini

21 marzo 2017ESTERI

 

Tra le colline verdi che separano Tel Aviv e Gerusalemme, sorge un palazzo speciale, guidato dai principi della tolleranza, della libertà e dell’impegno verso l’individuo. Si tratta dell’Alyn Hospital, primo centro di riabilitazione pediatrico di Israele, fondato sul principio della libertà e autonomia dei giovani pazienti.

“Lo scopo dell’ospedale - spiega Brenda Hirsch - direttore dello Sviluppo Risorse - è quello di rendere il paziente pediatrico il più autonomo possibile. Vi è purtroppo il pregiudizio, tra famiglie, ed enti pubblici, che il malato debba rappresentare sempre un peso, che non possa muoversi, che non possa vivere a casa, invece con una riabilitazione adeguata, molti pazienti pediatrici possono riacquisire una relativa indipendenza e una maggiore autostima e consapevolezza”.

L’ospedale è strutturato in maniera completamente diversa dalle strutture che siamo abituati a vedere in Italia. Ad affiancare le sale di riabilitazione “classiche” con macchinari, respiratori e strumenti diagnostici, ci sono infatti campetti da calcio, aule per l’arte, un piccolo zoo/fattoria, una sala per la musica con tastiere, batterie, e persino un orto e una piscina coperta. Si penserà che queste strutture aiutino il paziente pediatrico a “distrarsi” dalla malattia. Invece lo scopo è completamente diverso. Ognuna di queste facility è funzionale alla riabilitazione del bambino. Gli animali, per esempio, non sono utilizzati solo per fare compagnia ai bambini, ma rappresentano dei veri e propri strumenti per promuovere esercizi di riabilitazione.

“Se chiedi a un bambino di 8 anni di muovere il braccio su e giù per esercitare i muscoli, dopo poco si stuferà e svolgerà l’esercizio controvoglia. Se sul braccio avvolgi un serpente o appoggi un pappagallino l’esercizio improvvisamente diventerà divertente ed efficace” - spiega Chava, israelo-americana assistente alla direzione dell’ospedale. Anche l’orto svolge la stessa funzione. L’idea venne ad un membro del settore amministrativo dell’ospedale, (in Israele la cultura è completamente a-gerarchica), piantare e trasportare fiori è un esercizio fisico e psicologico molto utile ai piccoli pazienti, e ogni pratica viene seguita da fisioterapisti specializzati in riabilitazione motoria. Anche la tecnologia svolge un ruolo importante all’interno dell’ospedale: Alyn è uno dei pochi ospedali in Europa ad avere una stampante 3D per stampare protesi per i bambini. L’area “tecnologica” è gestita da molti volontari che provengono dalla Silicon Valley israeliana, che si occupano anche di adattare le carrozzine alle diverse esigenze dei piccoli pazienti.

Piccole cose che si trasformano in grandi idee e grandi progetti per questi bambini, colpiti da patologie o da danni post-incidenti o traumatologici. L’ospedale di Alyn ha un ulteriore pregio: quello di essere sostenuto quasi interamente da fondi privati e donazioni, e di essere orientato a tutte le religioni e tutte le etnie. “Siamo stati tra i primi ad avere una moschea e una sinagoga nello stesso edificio - spiega orgogliosa Chava, che da anni lavora per una maggiore integrazione tra le popolazioni arabe e quelle israeliane - e il nostro personale parla sia arabo che ebraico, vogliamo che tutti si sentano integrati, soprattutto i genitori”.

L’ospedale può contare anche su un filo diretto con l’Italia, grazie all’iniziativa “Sostieni Alyn” di Rosana Rosatti, che ieri sera ha promosso uno spettacolo di beneficenza all’interno del Teatro “Franco Parenti” di Milano. L’amicizia italo-israeliana, passa anche dal mondo umanitario.