Agli Usa il record mondiale dei detenuti

Stati Uniti, terra di libertà, o forse no? Dai dati pubblicati dalla Fondazione Pew Center e dal Governo Americano, emerge infatti un quadro preoccupante. Il Paese “a stelle strisce” vanta infatti un triste primato: quello del maggior numero di detenuti al mondo.

I dati parlano forte e chiaro: sul nostro pianeta vivono 6.8 miliardi di persone, di questi, 9.8 milioni si trovano in stato di detenzione (viene considerato anche chi è in attesa di giudizio)  e sebbene sul suolo americano risieda solo il 4,5% della popolazione mondiale, si trovano, dietro le sbarre, il 23% di tutti I prigionieri del mondo.  Questo significa che il Paese “a stelle e strisce” detiene il tasso di incarcerazione pro capite più alto al mondo: 715 persone ogni 100mila abitanti, 7 volte quello di Italia e Francia (tra i 95 e 100 detenuti ogni 100mila abitanti), 10 volte quello di Svizzera, Grecia o Danimarca (70 persone ogni 100mila abitanti). I numeri diventano ancora più allarmanti se consideriamo esclusivamente la popolazione adulta: con questo calcolo emerge che negli Usa, quasi una persona su 100 si trova dietro le sbarre. Di questi, circa il 20% si trova in prigione a causa di crimini legati all’uso o allo spaccio di sostanze stupefacenti.  Decine di esperti, professori, avvocati e politici si sono interrogati riguarda l’attuale preoccupante situazione.

Le soluzioni proposte sono diverse: alcuni Repubblicani di stampo libertario, capitanati da Ron Paul, propongono di depenalizzare i crimini legati alle droghe leggere e regolarizzarne il commercio. Altri, tra cui molti Democratici, propongono invece di sfruttare maggiormente altre forme di detenzione “leggera”: l’equivalente dei nostri arresti domiciliari o della libertà vigilata. Il problema che emerge, non è infatti solo quello del sovraffollamento e del costo umano, ma anche quello dei costi materiali.

Ogni anno, gli Stati Uniti spendono oltre 44 miliardi di dollari in spese per mantenere il sistema carcerario. Il doppio di quanto spende uno Stato come quello dell’Arizona, per mantenere 40 università, poco meno di quanto spenda il governo nazionale per tutto ciò che riguarda l’ambiente (parchi, aree naturali, fiumi ecc...). Insomma, si tratta di una cifra veramente importante.  E oltre a considerare i costi umani, sociali e materiali, viene naturale chiedersi se sia accettabile che un Paese come gli Stati Uniti imprigioni più persone che paesi molto più grandi e autoritari come la Cina (1.5 milioni) e la Russia (800mila).

Gli Stati Uniti sembrano avere bisogno di un’enorme e urgente riforma. Tra pochi mesi vedremo chi, tra i due sfidanti alla presidenza, saprà portare questo problema sotto i riflettori, e, magari, anche nelle aule del Congresso di un paese che, ricordiamo, fu fondato sui principi di “libertà individuale e dei popoli”.