L'arma in più di Mitt Romney

Con la convention repubblicana oramai alle porte e già da tempo impegnato in una sfida all’ultimo voto contro Obama, Mitt Romney potrebbe trovare in sua moglie Ann un’arma in più. Cerchiamo, quindi, di conoscerla meglio. Ann nasce il 16 aprile del 1949 nel Michigan dove cresce e incontra Mitt ai tempi delle elementari alla Kingswood School, un istituto privato. Si frequentano da allora, eccezion fatta per un periodo di trenta mesi duranti i quali lui serve in Francia come missionario della Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni (mormoni). A dire il vero, poco prima della sua partenza per l’Europa, Ann accetta la sua proposta di matrimonio salvo poi avere dei ripensamenti che costringeranno Mitt agli straordinari per riconquistarla.

Ma questa è un’altra storia. Anche lei di fede mormone, decide di convertirsi mentre lui è in Europa. Al suo ritorno nel 1969, Ann e Mitt si sposano con rito civile prima di suggellare la loro unione nel tempio mormone di Salt Lake City: una funzione che, secondo la sala stampa online dei mormoni in Italia, «si riferisce all’unione di un uomo e una donna e dei loro figli per l’eternità». Completamente impegnata nell’educazione e alla crescita dei loro cinque figli maschi, Ann mantiene un profilo pubblico piuttosto basso. Nonostante ciò, svolge un ruolo importante per gli equilibri familiari tanto da guadagnarsi nel tempo i titoli di “consigliera fidata”, “la Mitt-stabilizzatrice”, “mamma e nonna”, “la grande protettrice di tutto ciò che è Romney.”

Le sue prime apparizioni risalgono alle elezioni del 1994 per il senato federale del Massachusetts perse contro l’allora senatore uscente, il democratico Ted Kennedy, condividendo momenti ed esperienze della sua vita familiare. In un’intervista rilasciata al Boston Globe, tuttavia, viene criticata e descritta dai media come “superficiale,” per aver detto che lei e Mitt hanno avuto una sola discussione seria in tutta la loro vita da coniugi. Diverso sarà poi il suo approccio durante la campagna per l’elezione del governatore del Massachusetts che Mitt Romney ha poi portato a casa nel 2002, passando per il capolavoro gestionale ed organizzativo delle olimpiadi invernali di Salt Lake City. A metà strada tra le due prime campagne elettorali, ad Ann viene diagnosticata la sclerosi multipla. Dopo un periodo di depressione, durante il quale non si sentiva “più in grado di badare a [se] stessa”, Ann trova la sua cura nella combinazione di terapie tradizionali e alternative ma, soprattutto, nella disciplina equestre del dressage.

A questa, infatti, attribuisce il merito di averla aiutata a trovare la forza per lottare contro la malattia. Nel frattempo, dedica molto del suo tempo a sostegno di organizzazioni non-profit che si occupano di adolescenti e s’impegna in prima persona in campagne di sensibilizzazione per la ricerca sulla sclerosi multipla. È in questo contesto, durante il suo periodo come First Lady del Massachusetts, tra impegno nel sociale e l’attività politica del marito, che Ann comincia ad apparire sempre più spesso accanto a Mitt. Una specie di preparazione alla corsa per la nomination repubblicana per le presidenziali del 2008. Proprio allora, però, Ann scopre di avere un cancro al seno. Una sfida che supera brillantemente grazie anche a una diagnosi precoce.

Arriviamo quindi alla campagna attuale. Questa volta Ann è quasi un tutt’uno con suo marito. Lo appoggia, lo difende e non si tira indietro. Si sente sicuramente più a suo agio ed è preparata ad affrontare le critiche dei media e degli avversari politici. Lo si vede anche dagli impegni in solitaria sempre più frequenti e dalle strategie messe a punto dall’entourage di Romney che fanno leva sulle grandi doti comunicative di Ann. Secondo Randy Kaye, reporter della Cnn, «Ann Romney umanizza suo marito definendolo il suo figlio più disobbediente. Spesso condivide il suo amore segreto per il latte e il cioccolato, la sua ‘ossessione’ per il burro di arachidi e, ovviamente, alcune storie romantiche». Come quella del ballo di fine anno delle superiori quando Mitt l’andò a prendere a casa in auto, con una Amc Marlin, un’esperienza che lei ha definito “un po’ imbarazzante” ma “romantica.” Insomma, ci sono i presupposti per assistere ad una specie di sfida nella sfida: Ann contro Michelle, da una parte, a sostegno di Mitt e Barack, dall’altra. Bella, coraggiosa e determinata, Ann può dire di aver già vinto le sue battaglie personali.

Oggi è pienamente coinvolta e impegnata a sostenere suo marito ma è difficile prevedere quale influenza avrà e quanti voti sarà in grado di portare dalla sua parte. Molti, tuttavia, anche nel partito repubblicano, le riconoscono una capacità di comunicare e di legare con l’elettorato forse superiore a quella di Mitt. Insomma, sembrerebbe riuscire proprio in quello che Romney, finora, ha trovato particolarmente difficile: comunicare sentimenti ed emozioni all’elettore medio. Ciò che sembra mancargli per colmare il gap con Obama.