I tagli occulti alla salute

Intervenendo al meeting di Rimini, il ministro Roberto Speranza ha ribadito il mantra che va ripetendo da tempo: “Le due priorità assolute sono e saranno sempre il diritto alla salute rispetto agli altri interessi in campo e la centralità dell’evidenza scientifica”. Pertanto, ha aggiunto: “Il Covid ci ha insegnato tanto e la lezione più grande che ci ha dato è che bisogna investire di più sul nostro Servizio sanitario nazionale, che è la cosa più preziosa che abbiamo”.

Nel frattempo, però, non so se all’insaputa dello stesso Speranza, è cominciata una campagna di tagli occulti al Servizio sanitario nazionale, attraverso il declassamento di alcuni farmaci da fascia A – quelli finanziati in tutto o in parte dallo Stato – a fascia C, mettendoli completamente a carico dei pazienti. Normalmente si tende ad avere un particolare occhio di riguardo per i medicinali che si assumono per le malattie croniche, per ovvie ragioni di buon senso. Tuttavia, così come ci è stato segnalato da molte persone, questo non è più il caso del Gaviscon Advance in bottiglia, che per la sua particolare composizione necessita sempre e comunque di una prescrizione medica. Dal 21 luglio scorso, infatti, l’Agenzia italiana del farmaco, con provvedimento pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, per contenere la spesa sanitaria – che per la cronaca continua a essere massacrata dai sempre più surreali protocolli anti-Covid – ha deciso di declassare il medesimo Gaviscon Advance, fino a quel momento concesso gratuitamente a chi soffriva della cosiddetta Mrge, ovvero la malattia del reflusso gastroesofageo. Una malattia seria e spesso sottovalutata, di cui soffrono alcuni milioni di persone e che può produrre conseguenze molto gravi, se non tenuta sotto controllo, fino al cancro dell’esofago. E tra l’ampio ventaglio di farmaci che lo stesso Servizio sanitario nazionale metteva a disposizione per questo scopo, il Gaviscon Advance era di gran lunga quello più efficace nei tempi lunghi. Questo perché, contrariamente ad altri ben più potenti farmaci – ad esempio gli inibitori della pompa protonica, ossia il meccanismo di produzione dell’acido gastrico – esso non dà alcuna assuefazione, dal momento che il suo principio attivo, il sodio alginato, è un prodotto naturale estratto da alcune particolari alghe. In sostanza, il sodio alginato, che trova un grande impiego anche nell’industria alimentare, galleggiando nello stomaco forma una sorta di tappo che impedisce per alcune ore ai vari tipi di reflusso – dato che esiste anche quello biliare, del tutto refrattario ai citati medicinali antiacido – di risalire a devastare l’esofago e le vie aree.

Ebbene, considerando che i cervelloni dell’Aifa e del ministero della Salute non hanno previsto alcuna alternativa in sostituzione di un farmaco tanto prezioso per milioni di italiani, la spesa a cui questi vanno incontro rischia di essere proibitiva, soprattutto per le fasce più deboli della società. Anche in considerazione del fatto che chi soffre di una tale disturbo cronico è costretto ad assumere con regolarità, e più volte al giorno, il medesimo medicinale. Medicinale che attualmente risulta stranamente introvabile nelle farmacie; mentre analoghi ritrovati di altre case farmaceutiche vengono attualmente venduti a prezzi molto elevati, dai 22 ai 30 euro per una confezione di 20 bustine, che al massimo bastano per una decina di giorni, contenenti lo stesso principio attivo del Gaviscon Advance.

D’altro canto, i malati di Mrge non debbono più preoccuparsi. Dopo che abbiamo scoperto che oramai in Italia ci si ammala solo di Covid-19, costoro possono pure dormire sonni tranquilli. La loro patologia non esiste più, così come non esiste più il farmaco per tenerla sotto controllo, gentilmente concesso dal nostro straordinario Servizio sanitario nazionale di Pulcinella.