Gramellini fra vizi logici e non vaccinati

Tranne la domenica e il lunedì, ogni giorno, il taglio basso della prima pagina del Corriere della Sera presenta un breve intervento di Massimo Gramellini, giornalista acuto e spesso arguto, capace di tratteggiare in poche battute e ironicamente la morale di un fatto di cronaca, il senso di un avvenimento, lo scopo di una certa azione politica o privata.

Tuttavia, pochi giorni fa, anche Gramellini è incappato in un errore abbastanza pacchiano ed evidente, tale da poter essere evitato usando un poco di attenzione, ma forse invece inevitabile nella logica del “mainstream” imperante, che stigmatizza ogni essere umano non vaccinato non già come uno che esercita il proprio diritto costituzionale a non farlo, ma come un pericoloso parassita sociale da debellare, un eretico da denunciare, un asociale da castigare o comunque da indicare alla pubblica riprovazione. Infatti, commentando un fatto di cronaca, alla fine ecco che salta fuori la denuncia dei non vaccinati come colpevoli di ciò che era accaduto.

Cosa era accaduto? Era accaduto che presso una scuola elementare si teneva il tradizionale spettacolino dei bambini prima di Natale e che molti dei genitori, sprovvisti del cosiddetto Super Green pass, non potevano accedere nei locali della scuola, mentre altri genitori, che ne erano provvisti, potevano accedere. Senonché, la Preside, allo scopo esclusivo di evitare una odiosa discriminazione tra bambini accompagnati dai genitori e bambini lasciati senza genitori, ha saggiamente deciso di non far entrare nessuno, dotato o no di Super Green pass: i bambini in tal modo non hanno sofferto alcuna disparità di trattamento.

La cosa poteva finire lì, nel senso che Gramellini avrebbe potuto limitarsi a lodare la sensibilità dimostrata dalla Preside nel cavarsi d’impaccio da una situazione complicata e umanamente difficile. Invece, no. Non si poteva perdere certamente l’occasione di assestare un colpo ulteriore alla maleficenza dei non vaccinati, alle loro colpe sociali tanto gravi quanto da loro inavvertite. Ed ecco allora che Gramellini chiude il breve commento, concludendo che, di aver privato i piccoli del piacere di aver con sé i genitori non hanno colpa quelli vaccinati e neppure la Preside: la colpa è tutta dei non vaccinati, brutti e cattivi, che non si sono per nulla preoccupati di questo ulteriore danno prodotto a carico di anime innocenti. Così il cerchio si chiude e tutto è chiaro per i lettori: la responsabilità dell’accaduto è solo e unicamente dei non vaccinati. Peccato che Gramellini, nella confusione mentale dovuta al desiderio ossessivo di non perdere l’occasione propizia per cavalcare ancora una volta la retorica contro i non vaccinati, non si sia accorto di essere incappato in un errore di carattere logico tanto oggettivo quanto dirimente.

Vediamo perché. Gli elementi logici da considerare sono i seguenti: genitori vaccinati; genitori non vaccinati; danno ai bambini. Il sillogismo, falso e zoppicante, proposto da Gramellini suona come segue: vi è stato un danno per i bambini (premessa maggiore); esso non è dovuto ai genitori vaccinati (premessa minore); allora, è dovuto ai genitori non vaccinati (conclusione). Ora, il sillogismo è corretto, se e soltanto se la conclusione sia necessaria, vale a dire già contenuta nelle premesse, secondo il celebre paradigma per il quale Socrate è un uomo (premessa maggiore), gli uomini sono mortali (premessa minore), Socrate è mortale (conclusione). L’essere Socrate mortale, infatti, sta già logicamente dentro le due premesse, la maggiore e la minore, nulla aggiungendovi la conclusione di nuovo, di non ancora conosciuto.

Stando così le cose, avrei molta difficoltà ad affermare che quello offerto inconsapevolmente da Gramellini sia un sillogismo logicamente impeccabile. Infatti, la cosiddetta colpa dei non vaccinati nell’aver prodotto un danno ai bambini – indicata per tale da Gramellini come conclusione del ragionamento – non è affatto una realtà che si debba trarre necessariamente dalle premesse che la precedono, non staziona in chiave logica dentro di esse. Sarebbe possibile in proposito affermare che tale danno possa essere attribuito alla eccessiva preoccupazione della Preside, a una sensibilità acuita dei bambini o perfino alla scarsa capacità previsionale degli stessi vaccinati, che ben potevano immaginare la presenza di non vaccinati. Ovviamente, in linea di fatto, nessuno sa con certezza come stiano le cose. Ma in sede puramente logica, quello di Gramellini è un ragionamento viziato senza che forse egli stesso se ne sia accorto.

Forse, se riuscisse a liberarsi, almeno per pochi minuti, dell’ossessione di dar addosso a tutti i costi ai non vaccinati, quando scrive i suoi pezzi, Gramellini ne guadagnerebbe. E ne guadagnerebbero anche i suoi lettori. Oltre che la logica.