Superbonus: Draghi si è arreso ai partiti?

Cos’è successo a “Super-Mario”? Dov’è finito il suo piglio decisionista? Si è lasciato sopraffare dai partiti della maggioranza? Non doveva essere l’argine al populismo finanziario difendendo l’interesse nazionale dagli assalti alla diligenza statale dei partiti e della loro tendenza a comprare consensi e voti con le risorse delle giovani e future generazioni?

C’è da porsi queste domande alla notizia della conferma, nella legge di Bilancio, del Superbonus del 110 per cento a favore delle spese sostenute per migliorare le prestazioni energetiche o antisismiche degli edifici che, secondo lUfficio parlamentare di bilancio, infliggerà all’erario una spesa di oltre 30 miliardi di euro che andranno ad incrementare ulteriormente il debito pubblico ormai valutabile a circa il 160 per cento del Prodotto interno lordo e già da tempo, secondo il Fondo monetario internazionale, tecnicamente “insostenibile”. Si calcola che se il Superbonus fosse esteso a tutte le abitazioni italiane costerebbe 2000 miliardi di euro, raddoppiando il debito pubblico.

Si tratta di una spesa inefficiente che oltretutto favorisce i redditi più alti provocando aumenti ingiustificati di costi (anche per parcelle sempre più esose di geometri e fiscalisti), sprechi e truffe ai danni dello Stato e offre occasioni e vantaggi per la malavita organizzata. E spalanca le porte all’inflazione soprattutto perché autorizza il privato a spendere denaro pubblico deresponsabilizzando totalmente lo stesso privato.

I benefici vanno – secondo l’Enea – soprattutto a immobili di buon livello (categoria A2) ed a immobili dei ceti medio-alti (categoria A3), mentre la terza classe più beneficiata in assoluto è quella dei villini. Molto meno ai condomini. È una misura che sta provocando un aumento ingiustificato dei costi. Basti pensare che fra il 2019 e il 2021 – sempre secondo l’Enea – il costo dellisolamento termico di due pareti orizzontali di pari superficie è cresciuto in Italia di due volte e mezzo; quello di una pompa di calore di quasi tre volte e mezzo, a parità di potenza; e quello di una caldaia a condensazione di più di nove volte.

Con il precedente Ecobonus lo Stato non pagava tutto, il privato era chiamato a pagare il 30 per cento dei costi e quindi si attivava per calmierarli. Risultato è che – secondo l’Enea – con il Superbonus i costi per Kilowattora sono raddoppiati per ottenere lo stesso risultato.

Il Superbonus favorisce inoltre collusioni e frodi. La Guardia di finanza ha già scoperto fatture false per 800 milioni, che sono probabilmente solo la punta di un iceberg sommerso. Lo fa pensare anche il fatto che in Calabria la spesa per il Superbonus sia dieci volte più alta di quella per lEcobonus – stima lUfficio parlamentare di bilancio – quando in Lombardia è appena del 20 per cento superiore.

Il Superbonus si è già rivelato un flop sia dal punto di vista dei costi, sia da quello dei benefici ambientali, che sembravano giustificarlo, sia dal punto di vista della legalità.
Esso non è in linea con l’interesse nazionale che Mario Draghi fino a qualche tempo fa difendeva dagli appetiti di consensi dei vari leader dei partiti.

In sintesi c’è da ripetersi delusi e sconsolati la domanda: cos’è successo a “Super-Mario”? Già una decina di giorni fa si rimangiò, in seguito alle proteste dei partiti di destra, la sua decisione di congelare per due anni le detrazioni a carico di redditi superiori a 75mila euro. Oggi cede al populismo di sinistra e di destra sul Superbonus. Si è definitivamente arreso a quei partiti della finanza allegra e sconsiderata a spese delle prossime generazioni? Dove finisce il suo valore aggiunto per l’Italia?