Il dio verde ovvero ogni eccesso è di troppo

L’estremismo ecologico, l’ecologismo, può essere contestato in vari modi, il primo dei quali è appunto l’aforisma incastonato nel titolo: ogni eccesso è di troppo. L’ecologia estrema equivale a troppa ecologia. Un secondo modo consiste nel contrappore dati a dati. Infatti, l’ecologismo non è sempre documentato quanto dovrebbe. Le prove che adducono gli estremisti non sono tutte irrefutabili. Un terzo modo ha a che fare con i fondamentifilosofici” dell’ecologismo ossia con il vaglio razionale delle premesse e delle conseguenze. Un quarto modo punta a sbeffeggiarne le aporie, i tic, le assurdità, i fanatismi, le dogmatiche certezze, l’albagia profetica, la presunzione divinatoria.

L’ecologismo come scienza, l’ecologismo come politica, l’ecologismo come ideologia, l’ecologismo come moda: tutti questi ecologismi prende di petto Giulio Meotti nel succulento pamphlet “Il dio verde. Ecolatria e ossessioni apocalittiche”, appena pubblicato da “Liberilibri”, una requisitoria di 77 pagine che esattamente il filosofo francese Robert Redeker definisce nella prefazione “una bussola per uscire dalla notte dello Spirito nella quale la religione ecologica ci fa smarrire”.

Posso soltanto aggiungere che l’ecologia è cosa troppo seria per lasciarla alle Greta Thunberg e alle conferenze dei grandi della Terra. A misura che essa denuncia un fenomeno reale, cioè un “verità effettuale” (Machiavelli), postula di per sé una soluzione che potrà venire soltanto o soprattutto dalla libera scienza e dalle innovazioni imprenditoriali della società aperta, non già dalla programmazione statalistica o dalle imposizioni governative o dal costruttivismo castale di sedicenti illuminati o dai ministeri della transizione ecologica.

L’estremismo ecologista è giunto ad inculcare in via subliminale, per bocca non solo di governanti a caccia di voti ma pure di accreditati scienziati, che una dose di “terrorismo catastrofistico” è indispensabile per svegliare le coscienze di masse intorpidite dal consumismo capitalistico, perciò marcianti ignare verso l’autodistruzione e l’abisso della fine del mondo, non per metafora. Ma la paura, con l’aggiunta della fretta indotta da un tale “terrorismo”, è cattiva consigliera. Porta a trascurare il punto essenziale. Il mondo così com’è non può essere rivoltato per le ubbie ecologiste. Questi neo-arcadi non posseggono alcuna bacchetta magica. La natura primigenia era un incubo, non un ideale da rinverdire adesso.

L’ambientalismo è diventato pure una sorta di religione. La religione prevalente, è da notare, proprio in quella parte di mondo che un tempo veniva definita semplicemente “la cristianità”. La Chiesa romana con atti ufficiali insegue l’ecologismo non perché questa dottrina abbia attinenza con la fede del Risorto ma nel tentativo di riportare all’ovile i proseliti della variante ecologista dell’ateismo diffuso specialmente dove il cristianesimo ha imperato per secoli.

Giulio Meotti nella conclusione del pamphlet è assalito dal più nero pessimismo: “Dio è diventato verde e in sacrificio chiede la morte dell’Occidente”. Ma proprio il suo libriccino, così espressivo e incisivo, dimostra che l’Occidente, rectius, la società plasmata dal liberalismo, ha dalla sua parte la ragione e la forza per reagire all’ondata del nuovo fanatismo verde (dopo il fanatismo rosso e nero del ’900) e volgere in positivo le pulsioni distruttive che l’estremismo ecologista ha fatto emergere dai bassifondi delle coscienze e delle società.

Sarà la libertà a liberarci dai guasti della libertà. Desidero sottolinearlo con forza agli illiberali mascherati da Elfi. “Il dio verde” non ha niente di divino. È la strega del terzo millennio. Semina terrore come le streghe che erano inquietanti per come venivano descritte. Ma la società libera non deve aver paura di entità soprannaturali che non esistono, bensì impegnarsi a riparare, come solo essa sa e può, le storture reali e i mali connaturati che immancabilmente incontriamo, ci affliggono o ci procuriamo da noi stessi mentre avanziamo a tentoni sull’accidentato cammino dell’evoluzione umana.