La Nato verrà dissolta dal gas russo?

Nel 2018 il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, rimproverò pubblicamente il cancelliere tedesco Angela Merkel per la decisione della Germania di acquistare enormi quantità di gas naturale dalla Russia. L’America, disse Trump, “ha speso miliardi per risollevare la Germania dalle sue macerie dopo la Seconda guerra mondiale, speso miliardi per mantenere la pace in Europa. La Germania non sarebbe dove è oggi senza l’aiuto dell’America. Stiamo proteggendo Germania, Francia, stiamo proteggendo tutti questi Paesi stretti alleati della Nato, e poi questi paesi fanno un accordo per un oleodotto con la Russia, versando miliardi di dollari nelle casse di questo Paese”.

Il gas russo a cui Trump faceva riferimento non era solo quello pompato attraverso la prima linea dell’oleodotto Nord Stream 1 posata nel 2011, che transita per l’Ucraina e di cui la società russa Gazprom è il maggior azionista, ma anche quello che la stessa società aveva in corso di esecuzione e che è stato completato quest’anno, il Nord Stream 2, che corre direttamente dalla Russia in Germania passando sotto il Mar Baltico e bypassando l’Ucraina.

Il Nord Stream 2 ha una capacità totale annua di 110 miliardi di metri cubi, in grado di rifornire tutta l’Europa occidentale. Anche l’attuale presidente statunitense Joe Biden ha inizialmente criticato l’accordo, annunciando sanzioni contro tutte le società coinvolte nel completamento del progetto, ma poi ha dovuto fare marcia indietro per evitare di danneggiare le relazioni tra Stati Uniti e Germania. Nord Stream 2 che collega direttamente Russia e Germania non è ancora operativo perché, al momento, non conforme alle normative energetiche europee. Spetterà alla nuova Amministrazione tedesca far ottenere l’approvazione che, data la situazione energetica europea, non dovrebbe essere un problema. Tuttavia, l’oleodotto è osteggiato sia dall’Ucraina che, bypassata, verrebbe privata dei ricavi del transito, sia da altri Paesi dell’Europa centrale e orientale, per il timore che i gasdotti possano aumentare l'influenza politica russa.

Finita l’era Merkel spetta al nuovo Governo tedesco risolvere la questione energetica. Dopo una primavera fredda e piovosa e il rimbalzo economico post-Covid, la Germania e l’Europa hanno iniziato a essere a corto di gas naturale. Nel passato non c’erano problemi, perché si accumulavano riserve durante l’estate, quando la domanda di gas era generalmente bassa. Ma la Russia, al momento, ha consegnato solo ciò di cui gli europei hanno bisogno per tenere le luci accese. Il risultato sono stati prezzi record del gas, con aumenti fino al 400 per cento rispetto all’inizio dell’anno.

Com’è noto il gas svolge ancora un ruolo fondamentale per il riscaldamento e la produzione industriale in Europa, sostenendo anche la stabilità del mix energetico della regione e chissà quando e come l’energia rinnovabile lo potrà sostituire. Purtroppo, la crisi energetica non si è limitata solo al gas: i prezzi di tutto il menù energetico sono aumentati, dal carbone al petrolio. Se Nord Stream 2 non sarà operativo entro l’anno, l’Europa cadrà in ginocchio, perché avendo puntato sull’energia verde non ha altro modo per coprire il suo fabbisogno energetico. È quindi evidente che il funzionamento industriale europeo dipende soprattutto dal gas russo, diventato una potente arma di ricatto nelle mani di Vladimir Putin grazie… alla cecità politica del Governo Merkel.

Ma siamo sicuri che sia stato proprio così? Quello che ci siamo sempre chiesti è: Angela Merkel era davvero così stupida da non sapere che, puntando tutto sull’energia verde, prima o poi, avrebbe regalato a Putin un potere così immenso non solo contro il suo Paese ma anche contro l’Europa occidentale? Oppure era una strategia mirata a trasformare, attraverso il Nord Stream 2, la Germania nell’hub energetico europeo: la Germania è a valle della Russia, ma tutti gli altri dovranno prendere il gas dalla Germania. Alla faccia delle rinnovabili.

Il secondo aspetto strategico è che Nord Stream 2 che salda Russia e Germania, servirebbe a minare l’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico fondata nel 1949, meglio conosciuta come Nato, nata con lo scopo di proteggere dall’Unione Sovietica guidata dalla Russia, la Germania disarmata e gli altri Paesi europei. L’obiettivo ufficiale della Nato era dunque la difesa collettiva dei paesi membri. Ma come il primo segretario generale di questa organizzazione, il britannico Hastings Ismay, all’epoca ebbe a dietro le quinte, il vero scopo era: “Tenere fuori i russi, gli americani dentro e tarpare le ali ai tedeschi”.

Questo spiega perché la Germania non ha mai potuto soffrire Nato. E siccome per continuare a giustificare l’esistenza di questa burocrazia, la propaganda occidentale vuole ancora rappresentare Mosca come nemico ufficiale, anche Putin detesta la Nato.

La crisi energetica dell’Europa, del tutto prevedibile, e lo spostamento tedesco verso la Russia sono eventi importanti nella politica globale. Si riesce a immaginare quanto Nord Stream 2 espanderà l’economia russa e ne rafforzerà il potere? Sarà la strategia del nuovo Cancelliere tedesco fare dell’Europa una superpotenza guidata dalla Germania, facendo leva sull’arma energetica russa e rendere vassalli i membri europei? Anche se non lo dicono, l’oleodotto Nord Stream 2 sembra fatto apposta per far dissolvere la Nato. Del resto, dopo il precipitoso e fallito ritiro dell’America dall’Afghanistan l’ordine mondiale guidato dagli Stati Uniti è sulla via del tramonto. La scorsa settimana, i leader europei si sono incontrati per discutere di un esercito unificato. Ma con 27 Stati membri rappresentati, come al solito, non sono riusciti a concordare nulla. Per questo alcuni in Germania, dietro le quinte, stanno sostenendo l’opportunità di assecondare il progetto che dà potere alla Russia.