La morte annunciata dei ristoratori

Parlando a nome di un intero settore economico distrutto dai demenziali protocolli del Governo giallorosso, Lino Stoppani, presidente della Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi), lancia il suo j’accuse: “Perché uno stabilimento con migliaia di operai può restare aperto, con turni, mense, entrate e uscite, e noi no? Non sono sufficienti i protocolli di sicurezza che ci hanno fatto attuare? Ci dicano che cosa dobbiamo aggiungere. Ma ci ascoltino, ci consultino. Perché è ora di smetterla, dopo quasi un anno, con questo modo di procedere: basta incertezze, mille Dpcm e decisioni prese all’ultimo minuto. Non siamo interruttori che si possono accendere e spegnere da un momento all’altro”. In questo senso Stoppani, che è pure vicepresidente vicario della Confcommercio, mette sostanzialmente il dito nella piaga, sottolineando implicitamente l’approssimazione, il pressappochismo e la superficialità di una maggioranza politica priva di alcuna seria strategia, che non sia quella di chiudere tutto, per contenere una epidemia che andrebbe essenzialmente affrontata sul piano dell’organizzazione ospedaliera.

L’Italia, che ha il poco invidiabile record europeo dei morti con il Covid-19, viene rappresentata dai giornaloni del terrore come un modello. Un modello che non cura e protegge adeguatamente le fasce più fragili della popolazione e, conseguentemente, impedisce con misure demenziali lo svolgimento delle normali attività economiche, come quelle molto importanti della ristorazione. Ma non basta. La colpevole leggerezza con la quale vengono massacrate le stesse attività economiche si lega alla totale mancanza di trasparenza, tanto decantata dai grillini, soci di maggioranza del Governo, in merito a gran parte delle misure restrittive che hanno stravolto la nostra esistenza. Non viene mai spiegata la ragione scientifica, fornendo solidi argomenti a sostegno, per la quale, come rileva il presidente dei pubblici esercizi, un opificio con migliaia di addetti può operare, mentre a un bar o a un ristorante non è concesso di servire in sicurezza una decina di clienti.

In soldoni, l’intero settore della ristorazione avrebbe perso nel 2020 ben 38 miliardi di euro. Circa il 45 per cento del fatturato del 2019. Una vera e propria catastrofe che, naturalmente, il regime sanitario al potere attribuisce al Sars-Cov-2. Tuttavia, basterebbe analizzare la linea rossa dei demenziali protocolli che il presidente Stoppani denuncia per capire chi sia veramente il vero nemico da combattere. Non certamente un virus che attacca gravemente gli immunodepressi.