La Sindrome di Lockdown

Se fosse ancora vivo Giorgio Gaber, direbbe che il lockdown è di sinistra ma lo scetticismo è a destra. Questa semplificazione a livello musicale potrebbe anche funzionare: la lirica sarebbe efficace e la battuta sarebbe sicuramene sagace.

La verità è che sullo spettro della pandemia (pandemia assolutamente reale) questo governo ci ha costruito le proprie fortune mentre gli scettici non sono di destra o di sinistra ma sono imbecilli trasversali amanti del cospirazionismo.

La disputa che qualcuno vorrebbe descrivere come politica è semplicemente tra furbetti e psicopatici. Tra i furbetti vanno annoverati coloro che in senso lato si sentono garantiti da questo stato di cose, mentre al clan degli psicopatici vanno annoverati tutti coloro che ieri tuonavano contro le scie chimiche, la chemio, i vaccini.

Nel mezzo c’è il buon senso ovvero il sommesso tentativo di collocare gli eventi nella maniera più neutrale possibile, nella speranza di evitare che la desertificazione economica mieta più vittime del Covid. Sicuramente la diagnosi non tempestiva di alcune malattie gravi - a causa del blocco per Covid - ha mietuto moltissime vittime. (+11,9% di tumori al colon per ritardi nella diagnosi precoce). Premessa per significare che, se le mascherine sono utili, le precauzioni sacrosante e la portata del fenomeno da far venire i brividi, ciò non autorizza a imbullonare tutto senza criterio.

Bisognerebbe avere il senso della misura e cimentarsi in provvedimenti oculati anche se non risolutivi (non risolutivi al pari di quelli apocalittici adottati in queste ore). Non è usando il napalm contro i pidocchi del bambino che si risolve il problema.

In molti si sono domandati che senso abbia chiudere bar e ristoranti a mezzanotte se poi scuole e mezzi pubblici scoppiano di utenti travalicando di gran lunga i pericoli che si possono correre in una festicciola in famiglia con più di sei invitati.  E in molti si sono chiesti che senso abbia applicarsi a disciplinare matrimoni e funerali in maniera restrittiva se poi si “consiglia” meramente alle aziende l’uso di forme alternative di lavoro. Togliere tassativamente dalle strade chi può svolgere la propria attività da casa (siano essi studenti degli ultimi anni o lavoratori) dovrebbe essere prioritario rispetto ad ogni altro ammennicolo burocratico.

Perché la colpa non è dei morti, degli alcolizzati da bar o degli sposi: il problema è sfrondare le principali forme di aggregazione non necessaria nell’interesse di chi per strada ci deve stare necessariamente. Nei locali i ragazzi contraggono il virus? Sicuramente, allora si aumentino i controlli e non li si riduca sul lastrico. Ogni altra forma di restrizione è solo estetica e dannosa. Che senso ha interdire gli sport di contatto a livello amatoriale lasciando poi che le società dilettantistiche continuino indisturbate pur non avendo particolare forza organizzativa? E le docce delle palestre perché andrebbero bene per chi fa sala pesi e non per chi utilizza il campo da calciotto? Il contatto è solo sul campo di calcio o anche una sala pesi è un possibile focolaio? E che senso ha aver diffuso bonus monopattino e porcherie varie se poi in questi mesi non si sono potenziati i servizi sanitari e di trasporto? Non c’è coerenza nella disorganica azione di governo. Il nostro sarà anche “maanchismo” becero buono per salvare capra e cavoli, per conciliare disperatamente l’aspetto sanitario con quello economico e sociale.

Ma invece l’informe azione governativa precisamente verso cosa tende? Non è dato sapere.

Qualcuno obietterà che siamo contro il lockdown, analfabeti funzionali, bestie e rutti retorici vari.

No, affatto. Se necessario si adotti il lockdown ma ci si prepari anche a forme meno devastanti di chiusura (ove possibile). La cosa che meno si comprende è la ragione per la quale in queste ore si agiti lo spettro di un provvedimento “forte” (qualcuno lo colloca già a Natale) ammettendo nel contempo che i numeri ancora non indicano forme estreme di chiusura. Questo è marketing della tragedia fatto utilizzando una “catena di sant’Antonio” che non esponga direttamente il governo.