Lo stato d’emergenza senza l’emergenza

Dunque, dopo il più rigido, insensato e liberticida lockdown del mondo civile, il Governo italiano proroga lo stato di emergenza fino al 15 ottobre. Uno stato di emergenza senza emergenza, così come ha sottolineato l’illustre giurista Sabino Cassese, che rappresenta un unicum in Europa. Ora, facendo un passo indietro, gli intollerabili arresti domiciliari di massa, anch’essi senza paragoni nel citato mondo civile, erano stati giustificati con la necessità di non ingolfare ulteriormente le terapie intensive, le quali avevano rischiato di mandare al collasso il sistema sanitario di alcune regioni del Nord, arrivando ad impegnare oltre 4.200 posti letto. Ma oggi, con 38 persone complessivamente ricoverate nelle medesime terapie intensive, proprio non si riesce a comprendere la ratio scellerata di ostinarsi a mantenere in allarme una popolazione già oltremodo sconvolta da mesi e mesi di terrorismo mediatico.

E se prima il fine della tutela collettiva della salute poteva costituire una parvenza di giustificazione nel privare nel modo che abbiamo vissuto le principali libertà costituzionali dei cittadini, adesso la vergognosa strumentalizzazione di una malattia clinicamente scomparsa da mesi appare in tutta la sua indecenza. D’altro canto, come ha giustamente sottolineato il giurista Giovanni Guzzetta, intervenendo ai lavori del convegno di alcuni uomini liberi raccolti da Vittorio Sgarbi e Armando Siri nella biblioteca del Senato, il costituzionalismo nasce e si fonda sul presupposto di contrastare la logica che ogni emergenza, reale o inventata, ci porta in “dono”, ossia che il fine giustifica sempre e comunque i mezzi. Ed è bastato dipingere un virus opportunista, nel senso che colpiva soprattutto le persone più fragili, come la peste del terzo millennio, per distruggere un attimo decenni di libertà democratiche che molti di noi davano oramai per acquisite.

Invece, come dimostra l’impudente atto di procrastinare lo stato d’emergenza senza alcuna ragione evidente, gli uomini al potere, con una tardiva e blanda reazione da parte dell’opposizione – quest’ultima terrorizzata dalla paura di passare per alleata del Covid-19, ci hanno fatto compiere un preoccupante passo indietro proprio sul piano delle irrinunciabili garanzie costituzionali. Era comunque evidente da tempo che Giuseppe Conte e soci avrebbero allungato ulteriormente una condizione sempre più surreale di semiparalisi del sistema. Continuando colpevolmente a spacciare i contagi per la malattia, quest’ultima sempre considerata mortale dagli utili idioti di regime, essi stavano preparando la strada per un tale, nefando scopo liberticida. A questo punto mi aspetto soprattutto dall’opposizione, ma anche dalla componente più responsabile della società italiana, una forte, decisa e civile reazione a questo incredibile stato di fatto. Uno stato di grande emergenza democratica che neppure durante gli anni bui del terrorismo aveva raggiunto le attuali dimensioni. Il rischio è che, quando tra pochi mesi il Paese dovrà affrontare i grandi problemi sociali ed economici causati dal lockdown, chi governa ne approfitterà ulteriormente per utilizzare la leva dei pieni poteri conferiti da una perenne condizione emergenziale. Con questa gente oramai c’è da aspettarsi di tutto.