Autostrade informatiche e Grillo sparlante

L’ennesima entrata a piedi pari di Beppe Grillo in un argomento strategico per il Paese e per il suo Governo come quello dell’autostrada informatica dimostra che, pur non eletto, si sente il padrone dei nostri destini.

Ho iniziato il percorso per portare in Italia la velocità di trasmissione adeguata alle nuove esigenze della tecnologia con l’ambizione di arrivare a ciascun potenziale utente ovunque in Italia con le caratteristiche adatte a supportare piccole e grandi imprese, la medicina a distanza, l’intrattenimento cinematografico e sportivo, il telelavoro, lo scambio di ricerca e tecnologia.

Sono 13 anni che lavoro a questo nei miei ruoli di responsabile politico di politica industriale confrontandomi con manager, investitori, società partecipate dallo Stato e scopro che il signor Grillo ha già deciso tutto e vuole nazionalizzare di nuovo la telefonia, ha fatto le scelte tecnologiche.

A questo punto gli chiederei di dirci anche quali tecnologie ha scelto: Fiber to The Building o Fiber to The Cabinet o Fiber to The Home; poi gli chiederei quali fornitori, cinesi, svedesi, americani, finlandesi ed infine mi farei dire quali amministratori intende nominare a capo di questo conglomerato o pensa ad un commissario?

Il nostro Paese ha bisogno di questa infrastruttura, ma non di diktat buttati là nel primo giorno d’estate per sparigliare le carte e rendere il percorso ancora più arduo.

Abbiamo bisogno di montare progetti e non di smontare quelli esistenti.

(*) Responsabile nazionale politica industriale Destra Liberale Italiana