Un cataclisma socio-economico senza precedenti

A tutto c’è un limite, anche e soprattutto ad una linea politica che sta ancora sfruttando una folle linea di contrasto al Covid-19.

Contrasto basato su due pilastri fondamentali: il più rigido lockdown d’Occidente e una continua, martellante propaganda tesa ad amplificare la paura, trasformandola nella percezione di molti sprovveduti in vero e proprio terrore. Tutto questo è stato efficacemente sintetizzato dall’illustre virologo Guido Silvestri in video realizzato insieme all’economista Michele Boldrin. Egli ha paragonato le estreme misure di chiusura decise dal Governo italiano – che a suo tempo lo stesso Silvestri riteneva corrette ma che oggi, a posteriori, considera sbagliate in radice – al tentativo di dare la caccia alle zanzare armati di un martello. Qualcuna di esse potrà pure essere colpita, ma con il risultato di aver letteralmente devastato la propria casa. Ed è esattamente ciò che abbiamo fatto in Italia, devastando l’economia e alimentando ogni forma di paranoia socialmente distruttiva.

Gli effetti di simili scelte, che come ho avuto modo di scrivere più volte sono state strumentalizzate da un improvvisato consorzio di interessi politici e professionali, con il compiacente sostegno di gran parte dell’informazione nazionale, le tocchiamo con mano quotidianamente. Malgrado tutto porti a ritenere che la risposta italiana al Covid-19 sia stata e continui ad essere quanto meno discutibile, e nonostante l’estinzione clinica delle patologie ad esso collegate, un numero impressionante di individui anche oggi ne discutono come se fosse l’Ebola o la Peste nera.

Evidentemente questa spinta irrefrenabile a voler mantenere per forza in vita una folle paura corrisponde ad un’intima esigenza di tanti personaggi. I loro fantasmi interni, lungamente rimasti ad uno stato latente, hanno trovato un veicolo per manifestare tutta la loro mostruosità. Con questa gente non c’è alcun elemento razionale che tenga. Hanno bisogno di terrorizzare e sentirsi terrorizzati. Ovviamente si tratta di una enorme massa di sprovveduti che sembra impermeabile a tutti i continui aggiornamenti che gli studiosi più seri ci sottopongono e che vanno tutti nella direzione di un virus che, come si ostinano a ripetere i clinici più autorevoli, non è più un problema ospedaliero. Per costoro, al contrario, la situazione è praticamente bloccata al primo marzo, in cui è iniziato l’Armageddon raccontato dai professionisti del terrore, alcuni dei quali erano arrivati a dire che il 25 per cento dei contagiati sarebbero finiti in terapia intensiva.

Ora, prevedere che nei prossimi mesi saranno visibili a tutti i frutti avvelenati di una follia collettiva senza precedenti non è, ahinoi, difficile. Saremo, infatti, costretti a doverci confrontare con un cataclisma socio-economico senza precedenti, con milioni di disoccupati e una moria impressionante di imprese che, in verità, appare già in atto da un pezzo. E a quel punto neppure gli ingenti finanziamenti a fondo perduto richiesti quotidianamente all’Europa dai nostri accattoni al potere potranno salvarci dall’abisso del sottosviluppo. Ma nel frattempo abbiamo un premier che, malgrado la catastrofe incombente, si permette il lusso di chiudere i suoi inverosimili “Stati generali” promettendo un piano per “reinventare l’Italia”. Credo che ogni ulteriore commento sarebbe superfluo.