Appello al Quirinale per un ’48

Il tempo, si sa, aiuta a dimenticare i contrasti, le tensioni, le divergenze. E spesso contribuisce a trasformare in una sorta di età dell’oro una esperienza del passato che non aveva nulla di rilucente. Con tutto il rispetto che si deve al Presidente della Repubblica, bisogna rilevare che il suo richiamo all’unità delle forze politiche dell’immediato secondo dopoguerra è un po’ segnato da questo effetto-tempo. I governi che avviarono la ricostruzione videro effettivamente la partecipazione di partiti diversi ed antagonisti. Ma è ancora più vero che la loro vita, oltre ad essere breve, risultò essere talmente travagliata da sfociare nel ’48 nelle elezioni che segnarono la definitiva scelta di campo dell’Italia nel blocco occidentale piuttosto che in quello sovietico.

Che Sergio Mattarella evochi gli anni della collaborazione tra Dc, Pci, Psi e partiti minori come un modello per l’emergenza è più che comprensibile. Ma sarebbe anche auspicabile che, come allora, tutto finisse in una grande e chiarificatrice tornata elettorale. Cioè quella che tra referendum sul taglio dei parlamentari spostato, elezioni regionali rinviate, legge elettorale da rifare, collegi da ridisegnare e semestre bianco incombente, al momento appare come una prospettiva sempre più lontana. Presidente, una preghiera! Dia anche a noi un salvifico ’48!