Il tempo ed i viaggi di Conte

Giuseppe Conte è andato ad Ankara ad incontrare Recep Tayyip Erdoğan. Poi si è recato al Cairo per vedere Abdel Fattah al-Sisi. Infine è tornato a Roma per partecipare alla riunione con maggioranza ed opposizione per comunicare l’esito dei suoi viaggi-lampo. Cioè che in Turchia ha trovato bel tempo a dispetto della stagione che normalmente nell’altopiano anatolico è inclemente e che al Cairo la temperatura era gradevole ma mai come quella della tarda primavera.

Insomma, Conte, non avendo altro da dire visto che sulle vicende libiche il nostro Governo conta come il due di picche, a maggioranza ed opposizione potrà riferire solo del tempo. Il ché, però, non è poco. Per uno che dalla Turchia ha inviato al conclave del Partito Democratico in corso in Sabina l’auspicio che l’attuale esperienza di governo possa, “per l’affiatamento e sempre maggiore coesione, far nascere un processo politico sempre più definito”, è anche troppo.

Affiatamento? Coesione? Dentro un Governo che ha bisogno di verifiche praticamente giornaliere? Meglio parlare del tempo. Almeno non si dicono sciocchezze!