Il ripetuto appello di Papa Francesco a non costruire muri ma ad innalzare ponti è caduto come il cacio sui maccheroni presso una opinione pubblica che non conosce altri muri oltre quelli delle proprie case e dei vecchi muretti a secco delle campagne del meridione e ha una spiccata predilezione per i ponti. Non solo quelli autostradali che però, purtroppo, ogni tanto crollano per mancata manutenzione propria o del territorio circostante. Ma anche di quelli festivi che sono adorati da un popolo che in fondo rimane sempre quello destinato ad essere governato, come diceva Ferdinando di Borbone, detto Re Bomba, dal trinomio “festa, farina e forca” (ove per forca contemporanea si intende il forsennato giustizialismo manettaro dei Cinque Stelle).

I ponti preferiti dagli italiani, però, non sono solo quelli religiosi, quelli autostradali e quelli festivi. Sono anche quelli rappresentati dai soldi per l’Alitalia che vengono definiti prestiti-ponte perché servono a passare da un prestito all’altro in attesa di un rilancio della compagnia di bandiera che non avviene mai.

Qual è la caratteristica di tutti questi ponti e perché piacciono tanto? La risposta è semplice: fanno scena. Anche quando non servono a nulla come quelli di Francesco, cadono come quello di Morandi e servono solo a sprecare i soldi degli italiani come quelli per Alitalia!