La mossa umana del Cardinal Ruini

Non si spegne l’eco dell’intervista del Cardinal Camillo Ruini al Corriere della Sera. Soprattutto perché fioccano senza sosta le interpretazioni sulle parole dell’autorevole prelato. C’è chi dice che Ruini ha voluto lanciare un attacco a Papa Francesco, chi sostiene che ha proposto un nuovo collateralismo nei confronti della Lega nella previsione di un avvento al Governo di Matteo Salvini e chi ha dato una interpretazione tutta religiosa sostenendo che Ruini è uscito dal suo ormai tradizionale riserbo solo per ostacolare le spinte esistenti all’interno della Chiesa in favore della fine del celibato dei sacerdoti.

Quale di queste interpretazioni è quella più giusta? Boh! Nell’incertezza fa piacere pensare che il simpatico Cardinale abbia approfittato dell’intervista per togliersi due sassolini molto umani dalle sue scarpe. Il primo è quello di chi per 88 anni si è privato in nome della sacralità del sacerdozio dei piaceri della carne e reagisce seccato all’idea che si va verso l’abolizione di un peccato contro cui ha combattuto per tutta la propria vita. Il secondo è quello di chi negli ultimi anni è stato messo ai margini nella Chiesa dalla corrente del clericalismo grillino e del sinistrume progressista papalino e, alla luce di quanto sta avvenendo tra i cattolici e nel Paese, può permettersi di affermare che i suoi critici hanno sbagliato e stanno perdendo.

Certo, questo è un piacere irrispettoso nei confronti del Cardinale. Ma fa bene immaginare che nel chiuso della sua stanza di tanto in tanto pensa ai perdenti clerical-grillini e progressisti e con il braccio fa “tiè”!