Renzi ed il marchio doc dei liberali

Ha ragione Giuliano Urbani quando dice che al massimo solo qualche “colonnello” accoglierà l’appello di Matteo Renzi ad abbandonare Forza Italia e confluire in Italia Viva. Non solo perché il popolo forzista non andrebbe mai con chi ha fatto nascere e sostiene il Governo più di sinistra della storia dell’Italia repubblicana ma anche, e soprattutto perché, ai liberali del centrodestra si può rimproverare tutto ed il contrario di tutto ma non di avere naso per riconoscere al volo i liberali veri. E Renzi, che lancia appelli ai liberali, tutto è tranne che un liberale. Se lo fosse stato, alla Leopolda, avrebbe citato Luigi Einaudi come ispiratore del suo nuovo movimento politico e non Aldo Moro, che sarà stato pure un martire della democrazia ma di liberale non aveva neppure mezza unghia essendo un democristiano di sinistra di osservanza montiniana.

La morale della storia, dunque, è che molti si dicono liberali ma pochi lo sono veramente. Ed il marchio doc del liberalismo spetta solo a questi ultimi visto che i primi o sono dei marxisti camuffati o dei mezzi preti senza tonaca che cercano di fregare il prossimo!