La lezione di Piazza San Giovanni

Tutti quegli esponenti di Forza Italia che sembravano tentati dall’idea di confluire con Matteo Renzi in odio alla destra populista e sovranista di Matteo Salvini, hanno avuto dalla gioiosa e straripante manifestazione di Piazza San Giovanni un messaggio chiaro ed inequivocabile. Loro possono pure trasmigrare a sinistra nella speranza di trovare uno strapuntino governativo o una promessa di nuova candidatura da parte di Italia Viva. Ma i voti degli elettori del fronte moderato stanno a destra, non si muovono e, anzi, sono destinanti ad aumentare in misura direttamente proporzionale al cammino confuso ed inquietante del Governo giallo-rosso. C’è stata una conversione all’estremismo sovranista e populista nell’elettorato del centrodestra? Niente affatto.

Il popolo che si oppone alla sinistra elitaria ed ai qualunquisti giustizialisti che si sono messi insieme solo per evitare una scontata sconfitta elettorale non ha avuto alcuna deriva estremista. È rimasto quello di sempre e si è addirittura allargato a quei settori più deboli della società italiana che si sentono abbandonati e minacciati da quella sinistra che li disprezza in nome di un elitarismo demenziale e da quei giustizialisti che li vorrebbero tutti in galera perché cercano di sopravvivere ad ogni costo. In questo popolo, secondo le definizioni cariche di pregiudizio dei media politicamente corretti, ci sono sicuramente i sovranisti ed i populisti. Ma sono rimasti e sono cresciuti i liberali, i riformisti, i popolari e tutti quelli che non si lasciano piegare a quel pensiero unico che li vorrebbe mantenere sudditi passivi di uno Stato burocratico in cui il dirigismo e l’assistenzialismo servono solo a realizzare l’egualitarismo pauperista nella società nazionale.

Quei parlamentari di Forza Italia che pensano di sopravvivere politicamente compiendo una semplice trasmigrazione all’interno del Palazzo farebbero bene a capire in tutta fretta la lezione di Piazza San Giovanni. Possono andare dove meglio credono ma non saranno mai seguiti dai loro elettori che rimangono dove sono, sempre più convinti di battersi per i valori di libertà contro le smanie autoritarie dei privilegiati e dei manettari paranoici.