Trump, Mattarella e la guerra persa

Bella la descrizione fatta da Marzio Breda del linguaggio dei corpi messo in mostra da Sergio Mattarella e Donald Trump nel corso dell’incontro alla Casa Bianca tra il Presidente Usa ed il nostro Presidente della Repubblica.

Con Mattarella dallo sguardo aggrottato, le spalle più chiuse del solito ed il tono della voce bassa e tesa e Trump spavaldo, stentoreo che agita le braccia rivendicando il diritto dell’America di mettere dazi come atto di ritorsione alle prepotenze compiute dall’Europa sulla faccenda dell’Airbus. Una descrizione perfetta e calzante non solo da un punto di vista giornalistico, ma anche geopolitico. Perché Trump interpreta perfettamente lo Zio Sam prorompente, prepotente, vitale e Mattarella l’Italia anemica, succube, smarrita che chiede sussurrando ed incassa dinieghi ululati.

Potrebbe mai essere il contrario? Un Trump dimesso ed un Mattarella esagitato? Ovviamente no. Ma non per caratteristiche personali, ma per vocazione nazionale. D’altro canto, non per nulla ci abbiamo perso una guerra settantaquattro anni fa! 

E poi in America, in questo momento, tira una brutta aria per i compatrioti di Cristoforo Colombo!