Lezione della Bonino a Conte

Ospite di Tagadà, talk-show pomeridiano in onda su La7 e condotto da Tiziana Panella, abbiamo assistito ad una vera e propria lectio magistralis ad opera di una grande Emma Bonino. Un personaggio che, al di là di qualunque valutazione legata al consenso elettorale, dimostra di essere due spanne più su rispetto ai tanti cantastorie, di ogni colore e orientamento, che da tempo dominano la nostra politicaccia.

Interpellata sulle promesse a valanga espresse da Giuseppe Conte nel corso dei suoi interventi alle Camere, la fondatrice di +Europa è stata di una schiettezza semplicemente esemplare: “Detto in tre parole, nel nostro Paese non ci sono soldi per spendere e spandere. E non perché lo dico io. Voi che fate il bilancio di casa (rivolgendosi agli spettatori in studio), se entrano 100 euro al mese e da anni ne spendete 130, ovviamente prendendoli a prestito dalla banca e dai parenti, pagando poi interessi che si accumulano, viene il momento che qualcuno di questi ultimi ti accompagna alla porta dicendoti anche basta. Ora, noi abbiamo una cosa che capiscono tutti ma non comprendo perché non la si dica, continuando a prendere la gente per i fondelli. Noi abbiamo un bilancio dello Stato che ha 855 miliardi di entrate e 900 miliardi di spese. Quindi ogni anno c’è un buco di 45 miliardi, che da anni si accumula, si accumula e si accumula, dando luogo ad un indebitamento enorme. E su ciò, ovviamente, paghiamo molti interessi, che per l’anno in corso ammontano a circa 67 miliardi. Una somma che corrisponde all’intero bilancio del ministero della Pubblica Istruzione, dagli asili nido all’università. Ora, secondo me, il signor Conte bis avrebbe dovuto avere la responsabilità di dire agli italiani: cari italiani, qui soldi non ce n’è. Invece ha promesso tutto a tutti, o quasi”.

Tutto ciò, ha poi specificato la Bonino, con l’intento di farsi portatrice di un unico valore: “Il coraggio di essere magari impopolari, ma di dire alla gente la verità”.

Ecco, di fronte alla esemplare chiarezza di questa grande donna, il cui elementare buon senso ha letteralmente ridicolizzato le iperboliche fumisterie spendaiole del premier Conte, ultimo arrivato nella folta schiera dei pifferai magici, non possiamo che toglierci il cappello. La sua efficacissima lectio magistralis televisiva, nell’ambito di una informazione politica monopolizzata dalle balle spaziali dei medesimi pifferai magici, è stata una vera boccata d’ossigeno per noi irriducibili liberali.

Per una volta abbiamo potuto godere della soddisfazione di ascoltare un autorevole personaggio pubblico il quale, sul tema delicatissimo del bilancio pubblico, è riuscito a spiegare ai telespettatori che anche in politica 2+2 fa sempre 4, checché ne dicano i nuovisti di turno che occupano la stanza dei bottoni. Onore al merito!