Parliamoci chiaro: a parti invertite, se fosse stata la sinistra in vantaggio e fosse stata reduce da un anno di vittorie consecutive alle Amministrative, con la certezza di fare il pieno in caso di elezioni, potete giurarci che le tipografie di stato sarebbero già in azione a stampare schede. Ecco perché ovunque la gente si lamenta e si domanda cosa ci si possa aspettare se non un inciucio vergognoso per appiccicare insieme tutti i perdenti pur di non lasciare il passo al centrodestra.

Del resto il Pd non solo fu cacciato via il 4 marzo 2018, ma da allora ad ora non ha vinto una tornata elettorale; dall’altra parte i grillini, sono passati dal 34 percento al 17 e hanno perso Livorno, solo perché a Roma e a Torino non si è votato altrimenti avrebbero subito cappotto pure li. Come se non bastasse, non si capisce il motivo per cui dentro una esperienza di governo giudicata devastante, una componente la si assolva tanto da riabilitarla e l’altra invece la si voglia spedire all’inferno.

Oltretutto la parte ipocritamente assolta, la grillina, è quella largamente maggioritaria nell’esecutivo, dunque tecnicamente e politicamente più responsabile del fallimento sbandierato ai quattro venti dal pd e dalle sinistre. Eppure, guarda caso, Renzi e Zingaretti, per non dire della Boldrini e company, con questi irresponsabili incapaci, pericolosi per la democrazia, birilli nelle mani di Grillo (citiamo solo alcuni dei complimenti urlati verso i 5 stelle), vogliono svenarsi pur di farci maggioranza e governo. Non solo pretendono di metterci su un gabinetto, ma a sentire loro, quello del cambiamento, della discontinuità, del rinnovamento e della salvezza nazionale, alla faccia della sfrontatezza.

Ci spiegassero da dove nasce questa riabilitazione, questa promozione a pieni voti, questa elevazione a compagni di viaggio ideali per il bene collettivo e per la rinascita degli italiani. Ci spiegassero questi soloni del Pd, dove sarebbe la garanzia di competenza, capacita e soprattutto coesione, dentro un governo formato dai fino a ieri, pericolosi 5 stelle, e dalle fazioni contrapposte frontalmente di Renzi e Zingaretti. Ci dicessero da dove scaturisce questo amore per il paese, visto che nel Pd, nella legislatura scorsa, non solo si sono silurati a vicenda cambiando per 3 volte premier e ministri, ma hanno fatto così male che la gente gli ha tolto il consenso precipitandoli dal 41 per cento al 18.

Ci indicassero, infine, i giuristi di sinistra, gli esperti cattocomunisti del diritto, in quale articolo della Carta, in quale discorso dei costituenti, si reciti l’obbligo, ripetiamo l’obbligo, della ricerca di una maggioranza alternativa fatta dalla somma dei perdenti e dei nemici conclamati.

Non c’è cari amici, né avrebbe potuto esserci del resto. I costituenti rabbrividirebbero a vedere quello che succede ora, nemmeno “quel gran bravo uomo” di Togliatti riuscì a mettere insieme tanta sinistra, comunismo, cattocomunismo, per un governo.

La realtà è che vogliono impedire al centrodestra di vincere e di governare con una maggioranza schiacciante come quella che uscirebbe se si votasse, vogliono togliere la parola agli italiani, quella parola e quella sovranità che la carta gli ha assegnato, perché subirebbero un cappotto.

Quali garanzie avrebbe il popolo da questa maggioranza, quale programma del comune sentire per il futuro del paese, di una visione coesa delle scelte, della stima reciproca dei componenti e delle componenti parlamentari? Non prendiamoci in giro, date retta non conviene.

Ecco perché diciamo: fatela finita di intortare i cittadini con l’ipocrisia politica e i giochi di palazzo, le bugie hanno le gambe corte e non solo non vi porterebbero lontano ma spingerebbero gli italiani a bocciarvi peggio. Fatela finita, dunque, e fateci votare.