Ottimizzare le piccole aziende agricole del Mediterraneo

Il consumo globale di pasta in aumento in tutto il mondo torna a far riflettere sull’importanza delle dinamiche di produzione e marketing delle aziende cerealicole del Mediterraneo. Nel 2020 il mercato globale si è aggirato intorno ai 123 miliardi di dollari e nei prossimi anni continuerà a crescere del 2,35 per cento l’anno. Il maggiore mercato è la Cina che da sola vale circa 25 miliardi. Secondo gli ultimi dati dell’Unione Italiana Food, il 2020 è stato per l’Italia un anno d’oro tanto per i consumi interni come per le esportazioni. Nel Paese si sono vendute oltre 50 milioni di confezioni in più, con punte di circa il +40 per cento a marzo e +10 per cento tra ottobre e novembre e le esportazioni sono cresciute del 16 per cento, superando i 3,1 miliardi di euro. Gli Stati Uniti d’America sono diventati i maggiori consumatori mondiali di pasta italiana grazie a un +40 per cento record che concretizza il sorpasso su Francia (+4,3 per cento) e Germania (+16 per cento). Ottimi risultati anche dalla Gran Bretagna (+19 per cento) a dispetto della Brexit.

Tutto Food ricorda che i consumi nel 2020 hanno visto un vero e proprio boom in molti Paesi rimarcando la crescita della sensibilità verso prodotti tracciati che, dopo aver sfiorato i 123 miliardi di dollari, prevede che nel 2021 le vendite di pasta continueranno a crescere del 2,35 per cento l’anno, mantenendo tale tendenza nei prossimi quattro anni. Quando parliamo di produzione e lavorazione di pasta e cereali bisogna incentrare l’attenzione e l’analisi sulla qualità del prodotto e sui sistemi di organizzazione delle aziende agricole del Mediterraneo. Nel nostro bacino, la produzione delle varietà tradizionali avviene in specifiche aree che caratterizzano la vita di un contesto sociale, di un territorio e con un approccio culturale molto sedimentato.

Questi legami, che uniscono cultura, paesaggio e qualità del cibo, rappresentano una caratteristica intangibile dei cereali locali a cui si aggiunge il valore simbolico e materiale del prodotto finale derivato. Nel Mediterraneo, non tutti i produttori di grano riescono a valorizzare pienamente la portata sociale ed economica dei prodotti che lavorano. Pertanto, con la conoscenza delle produzioni locali al di fuori dei territori di appartenenza, si potrebbero innescare, per le famiglie degli agricoltori, nuove opportunità di aumento del reddito e migliori condizioni di vita.

Occorre pertanto valorizzare l’azione di ricercatori, imprenditori agricoli e partner tecnologici con lo sviluppo di un progetto innovativo per le prestazioni ambientali e socio-economiche delle piccole organizzazioni agricole locali che coltivano i cereali nelle aree del bacino del Mediterraneo e che, grazie all’introduzione di nuovi modelli di business sostenibili aperti a prospettive di multifunzionalità e a processi collaborativi basati sull’utilizzo di tecnologie eco-compatibili, possono innescare un mutamento delle economie locali. Un progetto dedicato a tali problematiche, che ha per titolo “Governance of small mediterranean farms with a cereal vocation” (Gosfamed), proposto alla Fondazione Prima, intende sviluppare il settore della filiera cerealicola, con azioni precise di marketing, di accesso ai finanziamenti e con una gestione sostenibile e innovativa delle piccole aziende agricole del Mediterraneo.

Con il rafforzamento degli strumenti di organizzazione e concentrazione dell’offerta agricola, attraverso lo sviluppo delle Organizzazioni di produttori, si è in linea con le azioni strategiche che la Commissione europea si propone di promuovere per contrastare l’emergere di monopoli cerealicoli all’interno della filiera alimentare e stimolarne la competitività con la liberalizzazione degli scambi. Valorizzando la globalizzazione dell’economia agroalimentare per effetto delle politiche internazionali di intervento pubblico e per effetto della creazione di aree di libero scambio si possono aprire nuove opportunità per le piccole aziende agricole del Mediterraneo con una loro corretta organizzazione.

L’internazionalizzazione dei mercati comporta l’innalzamento dell’innovazione dei processi interni e della competitività delle imprese, utile a trasformare le attuali incertezze del mercato in esigenze, considerato anche il quadro normativo europeo che prevede maggiore attenzione verso le problematiche ambientali e la tutela del consumatore, sottolineando l’importanza della rintracciabilità e delle caratteristiche igienico sanitarie del prodotto, con il miglioramento e l’ottimizzazione delle fasi di produzione, trasformazione, vendita del prodotto e attraverso l’apporto di innovazione tecnologica e know-how alle aziende. Il progetto Gosfamed, che è coordinato dall’Università Federico II di Napoli e da Gi & Me Association, presieduta da Franz Martinelli, mira a riunire in unità di base diversi attori della filiera cerealicola per la lavorazione e la produzione dei prodotti locali. Una nuova visione organizzativa delle realtà economiche cerealicole del Mediterraneo che riesca anche ad incidere sui mercati internazionali valorizzando i prodotti derivati che attualmente già dominano i consumi e i mercati.