Ue significa conflitto d’interesse

Sta avverandosi la profezia (lo scrivente ve lo dice da un decennio): le multinazionali finanziarie puntano a gestire direttamente i bilanci degli Stati. Ci siamo arrivati, ed il grimaldello per gestire i soldi pubblici (quindi i soldi nostri) lo ha fornito il presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, affidando al fondo speculativo Blackrock la gestione finanziaria della “svolta green nell’Unione europea”. Un paradossale conflitto d’interessi, perché Blackrock controlla le principali aziende private (multinazionali) europee. Soprattutto è la struttura che ha il fiato sul collo dei singoli Paesi membri per via del cosiddetto “debito sovrano”.

Blackrock ha anche appoggiato la diversificazione degli investimenti di Bill Gates dal cibernetico al farmaceutico: ovvero l’investimento nel laboratorio di Wuhan. Non dimentichiamo che Bill Gates ha oggi nel governo italiano un gran bel cavallo di Troia: ovvero Vittorio Colao che, oltre a gestire a Londra il fondo Atlantic (è consulente finanziario di Microsoft per il 5G cinese), è l’attuale ministro italiano per “l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale”; ovvero l’uomo che attuerà in Italia i dettami della politica green europea nel settore della digitalizzazione, come da Agenda Onu 2030. Non dimentichiamo che, dopo la sentenza della Corte costituzionale tedesca, Colao potrebbe benissimo rammentare al premier Mario Draghi che le politiche fiscali dell’eurozona prevedono anche espropri massivi di beni nei Paesi sovraindebitati (vedasi caso isole, aeroporti e porti in Grecia).

Con l’entrata di Blackrock, i veri premier Ue si chiameranno Jp Morgan Chase, Deutsche Bank e tutte le strutture hedge fund in cui fanno consulenza le società create da George Soros e Gates. Non dimentichiamo che Blackrock detiene l’autonoma capacità generatrice di crisi: ovvero chi non segue le sue scelte subisce crescita negativa, recessione, calo occupazionale… in via diretta cala così lo zampino dei mercati nella produzione di leggi a favore di multinazionali cibernetiche e farmaceutiche. Con l’emissione dei Recovery fund (quindi di debito) è arrivato puntuale l’avvoltoio Blackrock nella gestione di Ue e suoi Paesi membri. Blackrock ha investito sui nuovi programmi globali d’indebitamento: punta sull’incremento di debito degli Stati e, quindi, dei singoli individui verso il potere. Il nuovo incremento debitorio metterà insieme le famiglie di basso reddito di Belgio, Finlandia, Italia, Spagna, Francia, Libano, Nuova Zelanda, Nigeria, Norvegia, Svezia e Svizzera. L’obiettivo dei gruppi d’ingegneria finanziaria è creare nuovi massimi per il debito, quindi alzare l’asticella. I potenti della terra non parteggiano per Usa o Cina, Europa o Russia: sono strutture sovrannazionali che, grazie ai contratti (infilati nelle pieghe di trattati e poi di leggi), possono legalmente controllare gli Stati attraverso banche e multinazionali. Il loro strumento principe per creare debiti si chiama “bond”: per pagare i debiti verso i potenti della terra gli Stati dovranno tagliare servizi (pensioni, sanità), posti di lavoro, stipendi ed opere infrastrutturali.

Oggi Blackrock è il fondo d’investimento a cui Ursula von der Leyen affida l’economia dell’eurozona. Auspicando che tutti gli Stati membri dimostrino fiducia verso lo speculatore internazionale. Blackrock è un fondo Usa con patrimonio di circa ottomila miliardi di dollari: ovvero un fondo ricco due volte l’attuale Pil europeo. Ergo, sotto “crisi pandemica” Blackrock ha pensato bene di comprarsi l’Europa e le sue deboli politiche protezionistiche. Il fondo ha guadagnato solo ed esclusivamente attraverso speculazioni sulla sofferenza economica di Stati e grandi aziende: non dimentichiamo che Blackrock era con Soros quando ci fu la speculazione allo scoperto sulla lira (nel 1992), poi letta dai mercati come segnale della definitiva eliminazione della Prima Repubblica in Italia.

Blackrock è già presente nei Consigli d’amministrazione delle principali banche mondiali: per esempio, in Italia è azionista di peso di Intesa Sanpaolo (al momento la più grande banca italiana), poi controlla Banco Popolare, Unicredit, Rai Way, Banca Popolare di Milano, Telecom Italia, Fiat, Assicurazioni Generali. Medesima situazione si presenta in tutti i Paesi del pianeta, seppur con qualche resistenza: non dimentichiamo che certi trust russi, nati sotto l’egida di Blackrock, sono stati attenzionati dall’Amministrazione Putin.

L’agenda green dell’Unione europea viene ora appoggiata (anzi fatta) da Blackrock perché il fondo intende pigiare (investire) su normative europee che mettano fuori legge attività commerciali ed artigianali, ma anche la vita domestica dei singoli cittadini. “Subito un piano per azzerare le emissioni di Co2” è la minaccia di Larry Fink (presidente ed amministratore delegato di Blackrock) che punta sull’imminente sconvolgimento del sistema economico mondiale: per esempio, in Ue sarà obbligatoria entro il 2030 la domotica domestica, quindi dovremmo ogni quattro anni sostituire gli elettrodomestici con altri sempre più green, e perché questo si realizzi la nostra privacy domestica verrà per sempre congedata. Questo perché noi vivremo sempre più relegati tra le mura domestiche: la svolta green prevede “vacanze virtuali” (con tattile e maschera), smart working, spesa e pietanze recapitate a domicilio e riduzione delle abitudini turistiche dell’uomo (meno mobilità, meno inquinamento). In pratica prigionieri di Blackrock.

Nell’immediato, e grazie al contratto siglato da Ursula von der Leyen, Blackrock comprerà (soprattutto in Italia) le aziende in fallimento, o quelle in sofferenza: quindi le rivenderà con una riverniciata green ad operatori controllati (microchippati) dal fondo speculativo. Perché tutto profumi di legalità, la Commissione Ue permetterà a Blackrock di emettere un parere su tutti gli investimenti vincolati dal “Recovery fund”. Oggi in molti si chiedono che fine abbia fatto la denuncia degli ottanta europarlamentari, che evidenziava i legami tra influenti membri della Commissione Ue ed il fondo newyorchese. L’ultima iniziativa è stata tutta della presidente von Der Leyen, che ha appaltato direttamente a Blackrock lo studio su “integrazione e governance” degli obiettivi ambientali e sociali europei. Ora Blackrock non ricorrerà più ad oscuri alti burocrati amici, ma suggerirà direttamente all’Ue le scelte utili ai soci del fondo speculativo. Emily O’ Reilly (Garante europeo sui conflitti d’interesse) ammette: “Nonostante la denuncia, la consulenza non è stata revocata, l’incarico a Blackrock è rimasto. La svolta green è una mera opportunità di guadagno per un fondo speculativo”.

Oggi, è utile ricordarlo, il debito dei popoli verso il potere ammonta al 322 per cento del Pil mondiale: il creditore teme di non poter più riscuotere. Il potere si chiede cosa possa prendere in cambio del danaro. La risposta immediata è nel resettare patrimonialmente, per legge, l’intero pianeta. Nella nostra piccola Italia gira troppo contante: e troppo non si muove, arenato nelle cassette di sicurezza delle banche o nascosto sotto il classico materasso. Chissà se l’Italia non possa rivelarsi utile cavia sul reset del risparmio (bruciare i depositi bancari) e per riequilibrare danni da “crisi pandemica” e nuovo indebitamento: anche Mario Draghi dovrà attenersi ai consigli di Blackrock.