“Fear of missing out”, la virtuale paura di perdere

Come noto il multimiliardario Elon Musk ha consigliato ai suoi 41,4 milioni di utenti su Twitter di passare all’app di messaggistica Signal. Il tweet del fondatore di Tesla, in aperta polemica con WhatsApp, che nei giorni scorsi ha notificato un cambiamento dei termini di utilizzo dell’app a partire dal prossimo 8 febbraio (tra cui una maggiore condivisione dei dati con Facebook), senza alcuna possibilità di scelta da parte l’utente, è stato categorico: “Use Signal”. È bastato questo per scatenare una valanga di download dell’applicazione di messaggistica rivale di WhatsApp, che fa proprio della privacy il suo punto di forza. Il fatto che detto tra di noi non riguarda il mercato europeo, come ha dichiarato Niamh Sweeney, direttore della policy di WhatsApp per l’Europa, ha generato un fenomeno che oltre ad essere divertente, apre o meglio, dovrebbe aprire gli occhi, su come funzionano i mercati finanziari.

In effetti, la “paura di essere tagliati fuori” ha giocato un brutto scherzo ai traders di tutto il mondo, che affamati di rendimento e ansiosi di salire sul carro dei vincitori hanno scambiato le azioni Signal advance – società biotecnologica – per il titolo dell’app di messaggistica (che, peraltro, non è affatto quotata), generando sulla borsa americana un rally che ha dell’incredibile. Infatti, nella sola giornata di lunedì 11 gennaio il titolo Signal advance ha registrato un balzo del 438 per cento, portando il guadagno complessivo a +11.708 per cento da giovedì 7 gennaio (il giorno del cinguettìo di Musk). Signal advance technologies, in effetti, è una società scambiata sul mercato over the counter, attiva nel settore della tecnologia applicata all’health care: nel giro di qualche ora, la società ha visto lievitare (inspiegabilmente) il valore delle sue azioni da 60 centesimi di dollari a 70,85 dollari e la sua capitalizzazione di mercato dai 7 milioni di dollari della scorsa settimana a oltre 3 miliardi di dollari.

Il gioco è durato fino a quando la app Signal ha avvertito gli investitori dell’errore che stavano commettendo, spiegando su Twitter di non avere nulla a che vedere con Signal advance. A ben vedere, in effetti, app Signal, fondata nel 2013, appartiene ad una fondazione senza scopo di lucro, che ha sviluppato la tecnologia di crittografia end-to-end per proteggere i messaggi. Dunque, riassumendo, per paura di perdere l’occasione, gli investitori si sono riversati sul titolo senza prendersi la briga di verificare e, una volta partita la pazzesca corsa al rialzo, si è innescato l’effetto gregge, che ha portato tanti ad acquistare. Bene, ora, se qualcuno pensasse ad un caso isolato, ad un evento unico (un cosiddetto cigno nero), ci facciamo immediatamente carico di smentirlo. Non è assolutamente la prima volta che i traders sbagliano in maniera cos’ clamorosa e ad intervenire, a ristabilire un po’ di trasparenza sui mercati, non sono le autorità preposte ma le società coinvolte. Non molto tempo fa, era il 2019, ci fu un’ondata di acquisti su Zoom technologies, che però non aveva niente a che fare con Zoom video communications, il servizio di condivisione video che ben abbiamo (purtroppo) imparato a conoscere nel corso della pandemia. Da qui una lezione di economia semplice-semplice: fare attenzione e verificare sempre prima di seguire il gregge.