Alitalia: allarme tenuta conti, rischio per stipendi

L’ossigeno nelle casse di Alitalia si sta esaurendo. E questo mette a rischio il regolare pagamento degli stipendi di gennaio. L’allarme arriva dal commissario straordinario della compagnia, Giuseppe Leogrande, che ha convocato d’urgenza i sindacati per informarli sulla situazione.

Che rischia di aggravarsi ulteriormente nel caso in cui un’eventuale crisi di governo facesse allungare i tempi del decollo della newco Ita, condizionati anche dalle interlocuzioni - partite in salita - con l’Ue. Qualche segnale di difficoltà per la compagnia in amministrazione straordinaria si era avuto già alla fine dell’anno con il pagamento degli stipendi di dicembre, arrivati poi con qualche giorno di ritardo. I problemi, però, permangono. E per questo il commissario ha convocato i sindacati, nella serata di martedì, per illustrare la “criticità del momento”, caratterizzata dal fatto che la “difficile tenuta finanziaria dell’azienda” che già a dicembre ha generato ritardi nell’erogazione delle buste paga, si ripresenterà anche nei prossimi mesi (e rischia di aggravarsi, secondo quanto si apprende, dopo febbraio), se non cambiano le condizioni economiche e di mercato.

Come se non bastasse, ha evidenziato Leogrande, l’instabilità del quadro politico ed un’eventuale crisi di governo potrebbero non dare certezze sulle tempistiche della nuova Ita, con aggravio sull’amministrazione straordinaria. L’emergenza è dunque preservare quanto più a lungo possibile le risorse economiche (l’ultimo dato sulla cassa risale a quello di fine settembre, quando era di 260 milioni) in modo da garantire la continuità aziendale fino al decollo della newco, ha spiegato Leogrande, che invoca la seconda tranche di 77 milioni di euro a completamento delle previsioni del dl rilancio, non ancora ricevuta, e un’accelerazione delle tempistiche di avvio della newco. Il decollo di Ita, però, previsto per aprile con flotta e personale dimezzato rispetto alla vecchia compagnia (52 aerei e 5.200-5.500 dipendenti), potrebbe subire qualche ritardo. Si allungano infatti i tempi per l’ok della Commissione europea, che ha chiesto all’Italia una serie di chiarimenti prima di poter certificare l’effettiva discontinuità ed evitare che i 3 miliardi destinati alla newco siano considerati aiuti di Stato: dal perché non sia stata avviata la gara per cedere gli asset, a come cambierà l’azionariato, dalla strategia di Ita sulle rotte a lungo raggio alle stime di profittabilità di ogni rotta.

Quesiti su cui il Governo italiano è già al lavoro per poter dare una prima risposta nella riunione a livello tecnico fissata per venerdì tra i funzionari della Dg Comp e quelli italiani. Sul nodo della vendita degli asset della vecchia compagnia, il commissario ha smentito ai sindacati le indiscrezioni di stampa su bandi di gara per cedere il marchio: Leogrande ha detto di non aver avviato alcuna procedura per vendere il brand o la parte aviation (tra cui flotta, slot, programma Mille miglia) separatamente e ha indicato l’intenzione di preservare il valore aziendale dell’insieme degli asset. Leogrande spingerebbe per la trattativa privata e avrebbe indicato la possibilità di una gara solo per il programma fedeltà. Ma sul tema la discussione è ancora aperta e dipende dalla trattativa con Bruxelles.