Oms-Fmi corrompono i governi: lockdown per bloccare le economie

Nicola Bizzi, che di mestiere fa lo storico ed edita il periodico Aurora, ha accusato Oms e Fmi d’aver finanziato sottobanco i costi per la gestione dell’ordine pubblico dei paesi in lockdown. Notizia che può destare scalpore ed incredulità solo in chi non consce il ruolo dell’Onu, dell’Oms e dell’Fmi (Fondo monetario internazionale), strutture che hanno anche il compito di frenare economie e produzioni (quindi crescita) per evitare che si creino scompensi, desertificazioni e prevaricazioni di vario genere. Per raggiungere i loro obiettivi dispongono di enormi quantitativi di danaro (reale ed elettronico): di fatto possono mettere in crisi governi ed aree geografiche sensibili a carestie ed instabilità d’ogni tipo. Oggi l’occhio (lasciatemi il doppio senso massonico) di Oms, Onu ed Fmi non è puntato solo su terzo e quarto mondo ma (vera novità) anche sull’Occidente, dove vorrebbero cagionare sconvolgimenti socioeconomici che dalla green economy possano arrivare sino alla “povertà sostenibile” (un reddito universale di cittadinanza uguale in Francia come in Italia, Germania Nigeria e Brasile). Quest’ultima utopia viene cavalcata dalla Fondazione di Bill Gates, a cui prestano ascolto Onu, Oms ed Fmi. Il mondo è davvero piccolo, e mai come in questo momento la rivoluzione la sta capitanando il potere contro i popoli: e fu Karl Marx a preconizzare come le guerre un giorno non sarebbero più state tra popoli diversi, ma del potere contro il proletariato dell’intero pianeta. Sappiamo bene che nessuno partito, di destra come di sinistra o di centro, potrebbe mai dirsi lontano dal filosofo di Treviri, e perché il socialismo è la malta di tutti i corpi intermedi, sindacali, politici e corporativi per categoria.

Sotto lockdown avevamo svelato ai lettori de L’Opinione che, solo in piccolissima parte le nostre tasse servono a pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici. In Italia solo i dipendenti delle strutture consortili, nate per parcheggiarvi chi assunto dalle ex Provincie come negli ex consorzi bonifica (l’elenco degli enti è lunghetto), vengono pagati con quanto in cassa (presso banche con tesoreria) nel consorzio, e con soldi racimolati dalle ex tasse provinciali su bolli auto e passaggi di proprietà (nonché competenze varie su collaudi, ricorsi in materia agraria) e dal pagamento del “contributo obbligatorio di bonifica”, che dagli enti provinciali è passato alle Regioni in quasi tutto lo Stivale. Per tutti i restanti dipendenti pubblici lo stipendio viene pagato con danaro creato elettronicamente dalla Bce, perché s’è rafforzata negli anni una camera di compensazione perequativa che permette non manchi mai ossigeno a chi lavora nel pubblico impiego di tutta l’Ue. I funzionari ministeriali lo sanno bene, per questo non erano affatto preoccupati dalla chiusura di negozi o di botteghe artigiane, come della morte generalizzata delle libere professionisti. Il dipendente pubblico è consapevole che a livello europeo l’unico commercio a norma Ue è quello esercitato dalla grande distribuzione, e nei centri commerciali: ecco perché diciassette milioni di disoccupati in più non turbano affatto i sonni di chi ha vinto un concorso o amministra lo Stato. L’unica preoccupazione d’ordine sociale (anzi di ordine pubblico) investiva ed investe il Viminale. Questo perché circa venti milioni d’italiani (come di cittadini di altre nazioni) potrebbero non accettare venga imposta l’inedia. Rassegnarsi all’esclusione sociale, secondo i 5 Stelle, potrebbe agevolare l’erogazione d’un reddito di cittadinanza più ampio: il famoso “reddito d’emergenza” come primo pilastro d’una “povertà sostenibile”.

In Italia non sarà necessario ricorrere al un nuovo lockdown, perché il Belpaese da circa un trentennio ha gradualmente dismesso quasi il 70 per cento della sua funzione manifatturiera e primaria (produzione agricola). L’Italia è un paese con l’economia bloccata, oggi ad Fmi e Oms interessa fermare (imponendo il lockdown) i paesi che continuano a produrre e crescere. Metodiche del potere mondiale che hanno creato una profonda frattura tra chi comunque e sempre si vedrà accreditato uno stipendio (moneta elettronica) e quei cittadini che stentano a fatturare, a fare cassa, a mantenere nella marginalità l’impresa. Il corona virus ha dimostrato che la creazione di moneta elettronica nel pubblico impiego prescinde da qualsivoglia crisi. Ma veniamo all’accusa di Nicola Bizzi che dice “l’esecutivo Conte è totalmente eterodiretto da forze e poteri molto pericolosi che hanno messo in scena un vero e proprio colpo di Stato globale, finalizzato alla progressiva riduzione e cancellazione della democrazia, della libertà e dei diritti civili, alla repressione di qualsiasi dissenso e all’instaurazione di una dittatura mondiale tecnocratico-sanitaria che definire di stampo orwelliano sarebbe un complimento…in alcuni paesi (in Scandinavia, Svizzera, Croazia e in parte anche in Germania) questa operazione si è scontrata – continua Bizzi – con la solidità dei sistemi democratici, mentre in altri paesi, come Italia, Spagna, Francia, Serbia e Bulgaria, l’operazione è stata invece portata avanti con maggiore forza e violenza”. Bizzi dichiara d’attingere a fonti d’intelligence, ed aggiunge “tutti i governi europei erano stati messi al corrente già dal mese di settembre del 2019 di cosa sarebbe successo, e hanno ricevuto enormi finanziamenti clandestini (nel senso di non ufficialmente dichiarati): una vera e propria pioggia di denaro, destinata a dichiarare il lockdown e garantirne la tenuta attraverso un massiccio potenziamento delle forze dell’ordine”.

Le parole di Bizzi trovano non poche conferme nelle dichiarazioni di Aljaksandr Lukashenko (presidente bielorusso). Contrario a lockdown e “distanziamento sociale”. Lukashenko ha dichiarato d’aver ricevuto dell’Oms l’offerta di 92 milioni di dollari, a patto d’operare in Bielorussia un lockdown all’italiana. Al rifiuto di Alexander Lukashenko l’Oms ha decuplicato l’offerta a 940 milioni di dollari: e questa volta con garanzia dell’Fmi. “Dopo questa coraggiosa presa di posizione – scrive Bizzi – Lukashenko è stato demonizzato dalla comunità internazionale ed accusato di brogli elettorali”: l’operazione “rivoluzione colorata”, tesa a rovesciare Lukashenko, sarebbe stata finanziata dal Fondo monetario internazionale. Finanziamenti segreti per adottare il lockdown? Bizzi parla di “Operazione Corona”, concretizzatasi nel “colpo di Stato globale”, attraverso lockdown e costruzione d’un collegamento mondiale tra forze di polizia e security.

“È accaduto in Canada, Australia, America Latina, Medio Oriente, Asia e Africa. Molti leader africani, in particolare i presidenti della Tanzania, del Burundi e del Madagascar – aggiunge Bizzi – hanno pubblicamente denunciato questi tentativi di corruzione e hanno preso le distanze dall’Organizzazione mondiale della sanità, dimostrandosi così molto più liberi e coraggiosi dei leader europei”. La denuncia di Bizzi, e questo allarma non poco, fa il paio con l’obiettivo di moneta unica elettronica globale che oggi persegue l’Oms (lo ha detto anche Mario Monti, coordinatore Oms per l’Ue): e cosa c’entra la pandemia con la moneta? Forse la moneta elettronica è una cura contro i virus? Qui in conti non tornano. Soprattutto sorge il dubbio che, il potere multinazionale abbia approfittato del corona virus per trasformare i vecchi stati in agenzie del potere finanziario planetario. Qualche capo di stato non ci sta, qualcuno se la canta, comunque la denuncia di Bizzi ha un fondamento. Lo si vede da come i sindacati evitino di difendere i lavoratori dalla dilagante schiavitù siamo il pieno evo medio cibernetico, stiamo accettando il ruolo di tecnologici servi della gleba.