Il destino dell’economia americana “dipenderà dall’andamento” del coronavirus, il fattore centrale che detta il ritmo della ripresa.

Pur constatando un’accelerazione economica negli ultimi mesi la Fed non ha dubbi: il nuovo aumento dei contagi negli Stati Uniti minaccia la ripresa. Proprio per questo la banca centrale conferma la sua piena disponibilità a sostenere l’economia con “tutti gli strumenti a sua disposizione”. Parole che rassicurano Wall Street dopo giorni di esitazione e timori.

“Faremo il possibile per limitare danni duraturi all’economia: vogliamo assicurare una forte ripresa e limitare i danni”, afferma Jerome Powell al termine della due giorni di riunione, durante la quale la Fed ha lasciato fermo il costo del denaro in una forchetta fra lo zero e lo 0,25 per cento. A condizionare la ripresa sono anche gli aiuti pubblici all’economia: ne servono di più per “contrastare il maggiore shock economico che si ricordi”, spiega Powell definendo “chiave” la politica di bilancio per consentire all’economia americana di rialzarsi.

Le trattative in Congresso su un nuovo piano di stimoli sono “positive” perché la politica di bilancio può intervenire in aree off limits per la Fed, il cui ruolo è confinato ai prestiti. È per questo che gli aiuti pubblici diretti agli americani sono necessari: “la gente ha bisogno di aiuto per pagare le bollette”, dice il presidente della Fed, ammettendo che negli Stati Uniti esistono forti disuguaglianze che aumentano da decenni e che “rappresentano un serio problema economico”. Prevedendo per il secondo trimestre la maggiore contrazione della storia del pil americano, in una frenata che gli analisti stimano nel 34,8 per cento, Powell mette in evidenza come la priorità è comunque quella della salute pubblica: una volta che questa ci sarà allora l’economia potrà ripartire.

“Non ci sarà una piena ripresa economica fino a quando la gente non si sentira’ sicura. Una riapertura rapida dell’economia va di pari passo con il distanziamento sociale”, osserva Powell assicurando che la Fed continua a monitorare gli sviluppi sanitari e globali ed è pronta ad “agire come appropriato per sostenere l’economia. “Speriamo in un vaccino - dice Powell - ma dobbiamo sperare per il meglio e prepararci per il peggio”.