Brembo si rafforza in Pirelli, alla soglia del 5%

Brembo, entrata ad aprile nel capitale di Pirelli, si rafforza e sale poco sotto la soglia del 5 per cento (al 4,99%).

È un approccio “non speculativo e di lungo periodo” chiarisce il gruppo che fa capo ad Alberto Bombassei e sgombra il campo alle speculazioni chiarendo che non intende andare oltre.

“La quota in Pirelli è un investimento che è stato fatto in una azienda che riconosciamo a grande capacità innovativa e con una posizione di mercato come quella di Brembo”, ha spiegato all’Ansa Matteo Tiraboschi, vicepresidente esecutivo di Brembo.

“Pirelli è una azienda italiana che ci piace - aggiunge - ma ci fermiamo qui. Abbiamo preso una quota intorno al 5% ma non abbiamo intenzione di andare oltre. Non c’è nessun programma particolare”.

Già in primavera il ceo di Pirelli Marco Tronchetti Provera aveva bollato come “solo un’ipotesi divertente” quella di una fusione tra i due portabandiera del Made in Italy. “Brembo ha deciso di investire su di noi invece che su se stessa, hanno fiducia in noi, siamo contenti” aveva commentato Tronchetti Provera.

Il prossimo cda del 5 agosto sulla trimestrale potrebbe essere l’occasione per fare il punto sulle alleanze che negli ultimi mesi ha visto il perfezionamento della partnership nel private equity tra Camfin e Longmarch, veicolo di Niu Yishun, il miliardario cinese fondatore della Hixih Rubber Industry Group e il rafforzamento di Marco Polo Internationial al 46,036 per cento.

Tornando a Brembo - che ha chiuso il primo semestre dell’anno con ricavi a 951 milioni di euro (-28,2%) e un utile netto di 20 milioni di euro sotto il peso della Covid-19 - “la crescita per linee esterne è sempre molto importante. Siamo piuttosto selettivi e questo ci porta ad ampliare la ricerca. Il nostro sguardo - aggiunge Tiraboschi - è rivolto a settore coerenti a quello che facciamo noi ed a tutte le geografie dove l’automotive è presente”.